CAFFE’ ESPRESSO

23 luglio 2026 - Bce resterà ferma ma riflettori su Lagarde.

La crisi tra Stati Uniti e Iran investe anche il Mar Rosso: le minacce degli Houthi spingono le petroliere a deviare la rotta, accrescendo i timori per le forniture globali e spingendo il greggio sui massimi dalla prima settimana di giugno. Gli Houthi rivendicano il lancio di missili e droni contro due petroliere saudite nell'ambito del blocco navale dichiarato contro Riyad, alimentando i timori di un nuovo collo di bottiglia per il commercio energetico dopo la crisi di Hormuz. Il futures sul Brent viaggia in rialzo di un dollaro e 73 centesimi a 95,80 dollari il barile.
Dovrebbe concludersi con una conferma del costo del denaro sui livelli attuali - aggiustati per altro appena il mese scorso - il consiglio di politica monetaria di Francoforte. L’attuale 2,25% sui depositi dovrebbe però venire innalzato a 2,50% nella riunione di settembre, quando saranno a disposizione le nuove stime trimestrali dello staff su crescita e inflazione. Il mercato monetario continua del resto a prezzare altre due nuove strette sui tassi.
Nella seduta di ieri sono volati al record da due anni i tassi sul segmento a due anni, sia italiano sia tedesco, particolarmente sensibili alle pressioni sul greggio.
Il clima di avversione al rischio consente al dollaro di mantenere intatta l'allure di asset rifugio, mentre lo yen torna a scivolare sui minimi da dicembre 1986.

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