CAFFE’ ESPRESSO

13 giugno 2024 - Dollaro debole dopo la cpi Usa. Fed Fund fermi al 5,25-5,50.

Il dollaro perde terreno, dopo che i dati hanno mostrato che i prezzi al consumo americani a maggio sono aumentati meno di quanto previsto dagli economisti, rafforzando le scommesse sul fatto che la Federal Reserve potrebbe iniziare a tagliare i tassi già a settembre.  L'inflazione complessiva è rimasta invariata nel mese, al di sotto delle attese che prevedevano un aumento dello 0,1%. I prezzi core sono aumentati dello 0,2%, al di sotto delle previsioni degli economisti per un aumento dello 0,3%. Un peso lo ha avuto la benzina più economica, ma l'inflazione rimane probabilmente troppo alta affinché la Federal Reserve possa iniziare a tagliare i tassi di interesse prima di settembre, in un contesto di mercato del lavoro persistentemente forte. Su anno il Cpi registra una crescita del 3,3% dopo essere salito del 3,4% ad aprile. Gli economisti avevano previsto un aumento del 3,4% su base annua. Su anno il Cpi “core” è aumentato del 3,4%. Si è trattato dell'aumento più contenuto su base annua da aprile 2021 e ha fatto seguito all'aumento del 3,6% di aprile. L’eurousd si è riportato in area 1,08: l’area di supporto 1,075 sembra aver tenuto: restiamo ancora positivi sul cross (possibili obiettivi a 1,085 e i recenti massimi di 1,09). Ha contribuito al recupero anche l’aumento della propensione al rischio dopo la sbandata post voto europeo. Nessun impatto dalla Fed (tassi fermi al 5,25%-5,50%); i dot com indicano 1-2 tagli nel 2024 contro i 3 previsti precedentemente.

Nel considerare eventuali aggiustamenti dell'intervallo, si legge in una nota, il Comitato di politica monetaria (Fomc) valuterà attentamente i dati macroeconomici in arrivo, l'evoluzione delle prospettive e l’equilibrio dei rischi. Il Fomc "non ritiene opportuno ridurre l'intervallo obiettivo fino a quando non avrà acquisito maggiore fiducia nel fatto che l'inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il 2%”. Il presidente Jerome Powell ha iniziato la sua conferenza stampa dicendo che "l’inflazione è ancora troppo alta". Certo, ha osservato, "è scesa dal picco di oltre il 7% ma rimane alta" e "noi vogliamo portarla al 2%. Avremo bisogno di vedere più dati positivi", ha poi sottolineato Powell, "per rafforzare la nostra fiducia che l'inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il 2%”.

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