CAFFE’ ESPRESSO

28 ottobre 2021 - Oltre alla Bce, cpi paesi eurozona e Pil Usa.

Riflettori su Francoforte, con la riunione di politica monetaria e la consueta conferenza stampa della presidente Lagarde. I toni si preannunciano accomodanti, nel tentativo di mitigare le aspettative del mercato sui rialzi dei tassi e sull'aumento dei prezzi. E proprio guardando all'inflazione, ieri le aspettative a lungo termine nella zona euro si sono mantenute oltre il target Bce, toccando 2,0951%, massimo da sette anni.

 

Mentre ieri Bank of Canada ha confermato le attese di un approccio hawkish, segnalando la possibilità di un rialzo dei tassi già il prossimo aprile, oggi Bank of Japan ha lasciato invariata la sua politica monetaria e stimato un'inflazione ben al di sotto dell'obiettivo del 2% per almeno altri due anni, rafforzando l'idea del mercato che l'istituto non abbia intenzione di uscire dallo stimolo.

In chiusura ieri il rendimento del decennale dicembre 2031, andato in asta a fine settembre, scambiava intorno allo 0,94% e quello del 5 anni a 0,21%, da 0,86% e 0,11% rispettivamente del precedente collocamento.

 

Riferimenti odierni sono 0,89% per il tasso del benchmark agosto 2031 e 108 punti base per lo spread sul Bund sul tratto a dieci anni.

 

 

Biden, che oggi partirà per Roma per partecipare al G20, intervenendo al vertice Asean si è impegnato a difendere la libertà in Asia e ha parlato di azioni "coercitive" della Cina nei confronti di Taiwan, definendole una minaccia alla pace e alla stabilità.

 

Riflettori sull'inflazione di ottobre Eurozona: in attesa dei numeri a livello di blocco, in agenda venerdì e visti in ulteriore accelerazione su anno, oggi sono in arrivo i dati preliminari di Germania e Spagna, con il consensus che è per rialzi sia a livello armonizzato sia per gli indici nazionali.

Istat diffonde i dati sulla fiducia di consumatori e imprese manifatturiere, vista in calo questo mese.

 

I numeri in arrivo nel pomeriggio dagli Usa forniranno indicazioni sullo stato di salute della principale economia, a partire dalle nuove richieste settimanali di disoccupazione, che dovrebbero mantenersi a quota 290.000, e soprattutto dalla stima del Pil nel terzo trimestre, visto a +2,7% congiunturale, il ritmo di crescita più lento da oltre un anno mentre tornano a salire le infezioni da Covid e pesano i problemi globali delle catene di rifornimento.

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