CAFFE’ ESPRESSO

15 maggio 2020 - Come cambiano i consumi in pandemia: oggi indicazioni dalle vendite al dettaglio Usa.

Nuova riunione dei ministri finanziari della zona euro, con l'agenda che resta dominata dalle risposte alla crisi sanitaria ed economica del coronavirus.

Secondo la numero uno del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva, la Germania potrebbe fare di più per stabilizzare l'Europa, e i 'coronabond' sono un possibile strumento per far fronte alla crisi.

Il governatore di Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau ha detto ieri che Francoforte non consentirà che i rendimenti dei bond vadano fuori controllo.

Sulla base di un'analisi pubblicata ieri che calcola a oltre 15.000 miliardi di dollari le risorse messe in campo a livello globale tra governi e banche centrali l'ingente aumento della spesa pubblica e delle misure di stimolo rischia di compromettere in particolare la situazione dei paesi in via di sviluppo e di quelli più indebitati.

Intanto negli Usa, dove il virus ha infettato quasi 1,4 milioni di persone con oltre 83.000 morti, il presidente di Fed Dallas Robert Kaplan invita a investire massicciamente sui test per il coronavirus per poter avere una ripresa economica più rapida.

Il presidente Donald Trump ha segnalato un ulteriore peggioramento nei rapporti con Pechino, dicendo di non voler parlare con il presidente Xi Jinping in questo momento e arrivando a suggerire che potrebbe perfino interrompere i rapporti con la Cina.

Pil Ue e tedesco nel primo trimestre, periodo che risente soltanto in parte del lockdown imposto dalla diffusione del virus. Oltreoceano, i diversi dati sull'industria e la fiducia dei consumatori in programma forniranno segnali sulla portata della crisi economica negli Stati Uniti, tra i Paesi più colpiti dal virus. Le vendite al dettaglio di aprile sono attese in calo record per il secondo mese consecutivo a -12%, con gli americani alle prese con le misure di contenimento. Secondo i numeri diffusi ieri, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione Usa sono state quasi 3 milioni la settimana scorsa, in leggero calo rispetto alla precedente ma sopra le attese, pari a 2,5 milioni.

In Cina la produzione industriale ad aprile è cresciuta per la prima volta quest'anno, mettendo a segno un aumento tendenziale del 3,9% rispetto alla mediana delle attese Reuters che prospettava un incremento di 1,5%. Restano però deboli i consumi della seconda economia mondiale, che sta lentamente emergendo dal 'lockdown': sempre il mese scorso e sempre su base annua, le vendite al dettaglio sono scese del 7,5 a fronte di un consensus di una flessione del 7%.

Il dollaro si avvia a chiudere la settimana in positivo nonostante si sia allontanato dai massimi da tre settimane, mentre crescono le tensioni Usa-Cina e sempre più si teme una seconda ondata di contagi.

I prezzi del petrolio salgono sui segnali di maggiore domanda dalla Cina.

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