Mentre il mercato continua a interrogarsi sull'impatto dell'epidemia, ieri il presidente cinese Xi ha ricordato che Pechino sarà in grado di centrare gli obiettivi di crescita economica per il 2020 nonostante l'impatto dell'epidemia. Su questo punto, intervenendo in tv ieri sera, il ministro Gualtieri ha ribadito che è prematuro fare stime aggiungendo che l'Italia non sta tornando in recessione e che, secondo tutti gli indicatori, torneremo a crescere già questo mese.
In serata, alle 20 italiane, il Fomc diffonde i verbali della riunione di politica monetaria del 28-29 gennaio in cui l'istituto centrale Usa, in linea con le attese, ha lasciato i tassi invariati. Gli investitori passeranno al setaccio ogni riferimento allo stato di salute dell'economia statunitense con un focus particolare sull'inflazione, giudicata ancora troppo bassa.
Intanto la curva dei Treasury continua a essere invertita con il rendimento dei titoli a tre mesi superiore a quello dei titoli decennali in un segnale di preoccupazione sulle prospettive dell'economia da parte di alcuni investitori.
I ministri delle Finanze europee hanno messo nero su bianco su un documento congiunto che la zona euro dovrebbe essere pronta a uno stimolo di bilancio nel caso di un peggioramento dell'economia.
L’operazione Isp vs Ubi sostiene la borsa italiana ma i mercati restano preoccupati per gli sviluppi del coronavirus e per gli impatti che potrebbero esserci sull’economia. Tali preoccupazioni emergono chiaramente dallo Zew tedesco che si è deteriorato di gran lunga più del previsto a febbraio complici i timori che l'epidemia di coronavirus scoppiata in Cina possa avere ripercussioni sul commercio a livello globale. L'istituto di ricerca tedesco Zew ha detto che a febbraio l'indice che elabora si è attestato a 8,7 da 26,7 del mese precedente, a fronte di attese da parte degli economisti per un calo a 21,5. L'indice sulle condizioni attuali è sceso a -15,7 da -9,5 a fronte di attese per -10.3. L’indice Zew misura l’umore delle istituzioni finanziarie; vedremo venerdì se sono così pessimisti anche i direttori acquisti europei (indici Pmi), mentre per capire l’umore degli imprenditori tedeschi dovremmo aspettare la prossima settimana con l’Ifo. In generale è’ plausibile che il settore servizi possa patire più del manifatturiero. L’Europa sembra quindi essere particolarmente sensibile ai risvolti legati all’epidemia, mentre gli Usa sembrano non patire affatto anzi vedono nel coronavirus un’occasione positiva, almeno stando all’indice Empire State Manufacturing, che misura l' andamento dell' attività manifatturiera dello stato di New York: nel mese di febbraio si è fissato a 12,9 punti, contro i 5 punti del consensus dopo i 4,8 punti di gennaio. Se questi dati trovassero conferma nei prossimi dati, allora si andrebbe ad aprire il gap di crescita Usa – Ue; il restringimento di tale gap era una delle ipotesi alla base del potenziale recupero dell’euro nel corso del 2020. Dopo i continui moniti della Bce e quelli recenti della Commissione europea affinchè i Paesi che possono permetterselo aprano a politiche fiscali espansive, oggi anche il Governo tedesco apre a questa ipotesi: Berlino è pronta ad aumentare la spesa pubblica? In Europa c’è spazio di manovra fiscale in caso di peggioramento della situazione economica, mentre in Usa su questo fronte la politica fiscale potrà essere al più neutrale non certo espansiva. Ma da un punto di vista della politica monetaria le parti si invertono: la Fed ha più spazio per intervenire mentre la Bce ha ben poche frecce nella faretra. Tornando alla seduta odierna, l’indice Zew si è fatto sentire sui tassi con il Bund 10 a -0,42% e l’Irs a -0,07% entrambi in calo di un paio di centesimi.
In Giappone gli ordinativi per macchinari hanno messo a segno un calo al ritmo più rapido dal 2018 e le esportazioni hanno registrato il 14esimo mese di fila in flessione mentre il paese fa i conti con l'impatto del coronavirus e il recente aumento dell'Iva. A gennaio le esportazioni nipponiche hanno registrato un calo del 2,6% su anno, inferiore alle attese per -6,9%, l'import ha visto una flessione del 3,6% su anno con la bilancia commerciale che ha registrato un deficit di 1.300 miliardi di yen. Gli ordinativi per macchinari a dicembre sono scesi del 12,5% su mese, oltre il -9% ipotizzato dagli economisti.
Yen in leggero calo sugli sforzi di Pechino di contenere l'impatto sull'economia del coronvirus e dopo il calo dei nuovi casi di contagio giornalieri.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo gennaio
EUROPA
Germania, Tesoro offre 1,5 miliardi Bund scadenza 15/8/2024, cedola 1,25%.