Una serie di dati confortanti sono giunti dalla Cina. L'economia del Paese è cresciuta al ritmo annuo del 6,4% nel primo trimestre, oltre le attese per un +6,3%, e stabile rispetto al trimestre precedente. La produzione industriale ha visto a marzo un balzo dell'8,5% su anno, al ritmo più rapido da luglio 2014, ben oltre le attese per +5,9%. Le vendite al dettaglio il mese scorso hanno messo a segno un incremento dell'8,7% su anno, al massimo da settembre scorso e oltre le attese per un +8,4%.
Al termine di una seduta che ha visto il 'roll' del decennale italiano dal dicembre 2028 all'agosto 2029, lo spread Italia-Germania sul tratto decennale ha chiuso a 254 punti base dai 237 del precedente finale (sul vecchio benchmark) dopo un minimo intraday a 249 punti e un massimo a 259. Il tasso del decennale di riferimento si è fermato a 2,59% (2,43% chiusura precedente con vecchio benchmark). A zavorrare la carta italiana i timori di alcuni membri della Bce che considerano troppo ottimistiche le previsioni di crescita per il secondo semestre e quelli di Bankitalia per cui senza l'aumento dell'Iva il deficit/Pil salirebbe a 3,4% nel 2020. Dal lato primario la Germania si attiverà con l'asta del Bund a 30 anni (scadenza luglio 2044) con cedola 2,5%.
I dati positivi sulla crescita cinese hanno determinato un calo del dollaro, considerato spesso un bene rifugio, sull'euro.