All'attenzione dei mercati resta anche la delicata situazione politica francese.
La traiettoria dei giudizi delle agenzie di rating su Roma continua a mostrarsi più favorevole di quella di Parigi. Come atteso venerdì S&P ha lasciato invariati rating ed outlook sull'Italia a BBB+ stabile, mentre si attendono le pronunce di Dbrs il 17 ottobre, di Scope il 31 ottobre e di Moody's il 21 novembre. Riflettori in particolare su quest'ultima revisione, con l'agenzia statunitense che ha un outlook positivo.
Nelle ultime settimane non si è delineata una direzione chiara sui mercati obbligazionari dell’Eurozona, con i rendimenti rimasti perlopiù stabili.
Numerosi gli interventi di consiglieri di Francoforte in programma questa settimana, tra cui quello della presidente Lagarde, attesa mercoledì al meeting di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale che prende il via oggi a Washington.
La Cina ha definito ieri “ipocriti” i nuovi dazi annunciati da Trump sulle merci cinesi, difendendo al contempo le proprie restrizioni all’export di terre rare e tecnologie, senza però introdurre nuove misure tariffarie contro gli Stati Uniti. Venerdì, in risposta ai controlli imposti da Pechino, Trump ha annunciato dazi aggiuntivi del 100% sulle esportazioni cinesi dirette negli Usa, oltre a nuove restrizioni sull’export di software critico a partire dal 1° novembre.
Il riaccendersi delle tensioni commerciali potrebbe compromettere il vertice tra il presidente statunitense e l'omologo cinese Xi Jinping, previsto in via informale entro fine mese.
Secondo dati diffusi stanotte, intanto, la crescita delle esportazioni cinesi ha accelerato a settembre (+8,3% annuo, ai massimi da marzo), sostenuta dai produttori che hanno trovato acquirenti in mercati diversi da quelli statunitensi.
Non ci sono segnali al momento che possano mettere fine all'impasse tra repubblicani e democratici, iniziata il primo ottobre, che ha causato la chiusura delle attività governative, oltre all'interruzione della pubblicazione di importanti statistiche macro. L'aggiornamento sul Cpi, in calendario originariamente per mercoledì, è stato posticipato al 24 ottobre.
Tra i dati in uscita, gli indicatori più rilevanti saranno l’indice Zew (domani) e la produzione industriale dell’Eurozona (mercoledì).
Oro e argento hanno toccato nuovi massimi record - rispettivamente a 4.078 e 52 dollari l'oncia - spinti dalla domanda di beni rifugio tra le rinnovate tensioni commerciali Usa/Cina.