In settimana il Tesoro ha collocato Bot a 12 mesi al 2,735%. L'ultima asta dei Bot 12 mesi venne collocata a metà dicembre ad un rendimento del 5,95% e a fine ottobre i rendimenti sui Bot erano saliti sopra il 7%; appare evidente come i mercati stiano apprezzando gli sforzi italiani.
Il miglioramento dal breve si sta estendendo al medio termine. Se pensiamo che tutta la curva dei Btp a fine novembre era sopra il 7%, c'è veramente da rallegrarsi: oggi i Btp 2-3 anni sono al 4,45% e 4,85% con una discesa nelle ultime sedute di 50 centesimi circa. Anche i decennali sono in calo: ad inizio settimana erano al 7,10% oggi sono al 6,74% con lo spread che è passato da 5,25% a 5%, anche se in mattinata era sceso fino al 4,65%.
Il bilancio della settimana sarebbe stato infatti ancora migliore se non fossero intervenute le voci secondo cui la scure delle società di rating sarebbe in procinto di abbattersi sui Paesi del Vecchio Continente (probabile taglio del rating della Francia).
Su questa notizia il Bund ha visto il rendimento sul decennale scendere all’1,75%, livello di inizio novembre periodo di piena tempesta sui periferici. Segnaliamo inoltre i minimi storici dei Bund 2-3-5 anni rispettivamente a 0,15% - 0,23% - 0,73%.
Complessivamente la settimana appare decisamente positiva per i prenditori di fondi: tassi Irs (10-15 centesimi) ai nuovi minimi storici a 1,26% (3 anni) – 1,57% (5 anni) – 2,23% (10 anni). Inoltre è proseguito il calo (4 centesimi) dei tassi Euribor (3mesi 1,23%) con prospettive ancora al ribasso.
A ciò si è aggiunto il progresso registrato dai titoli governativi italiani che hanno permesso ai rendimenti obbligazionari bancari sul mercato secondario di continuare nel proprio trend discendente favorendo una inversione di tendenza per quanto concerne i riferimenti per il cost of funding a medio – lungo.