RAPPORTO ABI: CONTINUA CRESCITA DELLE SOFFERENZE

Un aumento delle sofferenze accompagna la frenata degli impieghi delle banche italiane che nel mese di maggio hanno mostrato una variazione annua negativa, per famiglie e imprese, ormai al tredicesimo mese di fila. Secondo il rapporto Abi di giugno su raccolta e impieghi delle banche italiane ...

 

Un aumento delle sofferenze accompagna la frenata degli impieghi delle banche italiane che nel mese di maggio hanno mostrato una variazione annua negativa, per famiglie e imprese, ormai al tredicesimo mese di fila.

Secondo il rapporto Abi di giugno su raccolta e impieghi delle banche italiane con i dati a fine maggio e le sofferenze aggiornate a fine aprile, i prestiti a famiglie e imprese sono calati poco più del 3% su base annua a 1.455,5 miliardi di euro mentre continuano a crescere i depositi della clientela residente, saliti del 7,32% a 1.213,4 miliardi.

Il rapporto sulle sofferenze nette, rilevato ad aprile 2013 è del 3,51% ed è il più alto da dicembre 2008, inizio della serie storica.

Ancora elevato il livello di rischiosità dei prestiti, con un rapporto tra sofferenze lorde e impieghi che in aprile ha raggiunto il 6,8%. Disaggregando questo dato il peggioramento della qualità del credito riguarda soprattutto piccole famiglie produttrici e imprese.

Il totale dei prestiti fatti dalle banche italiane resta nettamente superiore a quanto raccolto in Italia e che la raccolta continua a crescere per il segmento a breve a scapito della componente a lunga scadenza.

La raccolta complessiva (somma dei depositi e obbligazioni è stata di 1.745,1 miliardi in aumento annuo dell'1,56%). La sola componente delle obbligazioni è in continuo calo ormai dal marzo scorso.

Il totale degli impieghi delle banche italiane ai residenti, includendo quindi il settore privato e le pubbliche amministrazioni è sceso in maggio segnando una variazione annua di -2,7% (la stessa del mese precedente).

Più accentuato il calo dei prestiti a famiglie e imprese che, sempre a maggio è risultato  in calo annuo del 3,14% come nel mese precedente.

Continuano a crescere le sofferenze, giunte ad aprile a 133,28 miliardi al lordo delle svalutazioni - 2,3 miliardi in più del mese prima e 24,3 miliardi in più rispetto a un anno fa - e a 66,438 miliardi al netto delle svalutazioni, cioè 2,2 miliardi in più in un mese e circa 16,4 in più in un anno.

Le sofferenze nette, in relazione agli impieghi totali, sono ad aprile 2013 al 3,51% (da 3,37% di marzo e rispetto al 2,6% di un aprile 2012).

Il portafoglio titoli delle banche italiane è a 886 miliardi di euro dagli 883 circa di un mese prima.

Il differenziale tra i tassi è in lieve flessione e resta sui minimi storici: a maggio è a 176 punti base, due in meno di aprile e 19 punti sotto il valore di maggio 2012.

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