IMPORTANTE MONITORARE LO SPREAD BTP-BUND SULLE SCADENZE BREVI.

In questa fase è poco significativo concentrarsi sullo spread Btp – Bund a dieci anni mentre per verificare il grado di fiducia sull’Italia è più importante monitorare l’andamento degli spread sul tratto breve, dove i miglioramenti sono decisamente significativi (articoli correlati).

Il 2012 si apre in un clima di forte incertezza dettata dai noti problemi europei.

I Paesi periferici sono sotto tiro, ogni asta di titoli governativi è vissuta con il fiato sospeso (questa settimana Italia e Spagna); la Grecia non riesce a trovare un accordo per lo swap sul debito senza il quale sarebbe negata la prossima tranche di aiuti con conseguente default.

Sul fronte macroeconomico le indicazioni provenienti dagli Usa sono migliori del previsto sia per quanto riguarda la congiuntura (mercato del lavoro, settore immobiliare, ordini all’industria) sia per quanto riguarda le prospettive (indice Ism manifatturiero). Meno incoraggianti invece i dati europei (Pmi, vendite al dettaglio, ordini all’industria).

Dopo l’ottimo miglioramento registrato nel mese di dicembre sui rendimenti e sugli spread, si assiste in questo primo scorcio di anno ad una battuta d’arresto.

Ricordiamo che i Btp su tutte le scadenze veleggiavano intorno al 7,5% a fine novembre, mentre oggi il rischio Paese è meglio distribuito, con il 2 anni al 4,9%, il 3 anni al 5,3%, il 5 anni al 6,3% e il decennale al 7,1%.

Sempre a fine novembre gli spread Btp-Bund sui 2-3 anni erano oltre il 7% mentre oggi sono al 4,75%-5%. A fronte dello stop sui progressi dei tassi a medio-lungo, molto positivo rimane l’andamento dei Bot, i cui rendimenti sul secondario continuano a scendere sul tratto breve (3 mesi all’1,50%), consolidando i progressi sull’annuale (stabile al 3,55%).

La speranza è quella di assistere prima o poi ad un ulteriore coinvolgimento del tratto medio della curva dei BTP 2/3 anni, “attratti” dai (molto più bassi) tassi sui BOT, e successivamente delle scadenze più lunghe.

Pertanto in questa fase è poco significativo continuare ad insistere concentrandosi sullo spread BTP/BUND 10, ma più importante sarà monitorare quello sulle scadenze inferiori.

Per assistere ad una discesa degli spread sul medio lungo termine sarà determinante che l’Italia e l’Europa prendano quelle misure necessarie per far ripartire l’economia o per lo meno le predispongano ad essere reattive per agganciarsi alla crescita internazionale quando questa avverrà.

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