CAFFE’ ESPRESSO

21 gennaio 2022 - Incontri Usa-Russia per gestire la crisi sull'Ucraina che rappresenta un rischio geopolitico significativo.

Diffusi ieri, i verbali dell'ultimo consiglio Bce disegnano una profonda spaccatura tra i governatori sulle prospettive di inflazione. Su venticinque votanti, cinque non hanno approvato la decisione di metà dicembre di estendere il 'Qe' per compensare la fine degli acquisti 'Pepp'.

Francoforte non ha bisogno di operare in maniera audace come la Fed, poiché la situazione a livello economico è diversa, con la ripresa chiaramente più avanti negli Usa che nel blocco.

Secondo Fitch, la Bce non seguirà il ciclo restrittivo dell'istituto centrale Usa per i prossimi due anni, con un rialzo dei tassi atteso non prima del 2024.

 

I riflettori si spostano sul Fomc della prossima settimana, mentre gli investitori prezzano un serie di strette a partire da marzo (+25 punti base), per un aumento complessivo pari a 100-110 punti base entro la fine del 2022.

 

Oggi a Ginevra incontro cruciale tra il segretario di Stato Usa e l'omologo russo.  Dopo il passo falso di Biden che mercoledì aveva prefigurato una risposta graduale e non militare se i russi si dovessero limitare a un attacco su scala ridotta portando il leader ucraino a sottolineare che "non esistono incursioni minori", il presidente Usa ha ribadito ieri l'unità del fronte occidentale e la determinazione a rispondere con pesanti sanzioni economiche in caso di un intervento - intervento che Mosca continua a negare.

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