Borse positive, prezzo del petrolio in risalita e rendimenti che si increspano leggermente.
I mercati nelle prossime settimane saranno dominati dalle attese per le trimestrali Usa e dall’andamento del prezzo del petrolio. L’andamento del greggio è quello che influirà di più specie sulle attese di inflazione e quindi sul livello dei tassi soprattutto a medio lungo termine. Gli Usa appaiono poco preoccupati dal basso livello dei prezzi anche perché l’inflazione “core” è all’1,9%, mentre superiori sono le preoccupazioni della Bce. In Europa tuttavia il calo del 2015 dell’Euro deve ancora dispiegare tutti i suoi effetti (nei prossimi 8-12 mesi). Il ribasso del prezzo del petrolio ha effetti anche sulla crescita: tendenzialmente aumenta il reddito reale delle famiglie e quindi i consumi ma l’effetto positivo rischia di essere più che compensato da quello negativo dovuto al crollo dell’import da parte dei paesi produttori.
Il Tesoro mette a disposizione degli investitori tra 5,25 e 6,75 miliardi così ripartiti: 1,5-2 miliardi del Btp ottobre 2018, 2,5-3 miliardi del Btp settembre 2022) e 1,25-1,75 miliardi del Btp marzo 2032.
La Germania offrirà 5 miliardi del nuovo titolo di Stato a 10 anni (15/2/2026); domani poi sono in calendario le regolari aste a medio lungo spagnole. L'abbondanza di offerta conduce ad allargarsi a 108 bps lo spread Btp-Bund.
L'export cinese è calato decisamente meno delle attese in dicembre.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Produzione industriale novembre
USA
Budget federale
Fed pubblica Beige Book
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Btp a 3 anni, scadenza 15/10/2018, cedola 0,30%; Btp a 7 anni, scadenza 15/9/2022, cedola 1,45%; Btp a 15 anni, scadenza 1/3/2032, cedola 1,65%.
EUROPA
Germania, 10 anni, scadenza 15/2/2026.
USA
10 anni, scadenza 15/11/2025.