CAFFE’ ESPRESSO

24 luglio 2015 - Perchè scendono i tassi nonostante indicazioni macro ottime ...

Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa sono ai minimi dal 1973: le dichiarazioni dell’altro giorno di un membro della Fed secondo cui esistono buone probabilità che in settembre, a fronte di un'inflazione ormai indirizzata a raggiungere il target della banca centrale e di un tasso di disoccupazione pronto a scendere sotto quota 5%, i tassi siano rialzati. Questi due fattori favorevoli ad un rialzo dei tassi non hanno avuto questo effetto, anzi i rendimenti dei Bond Usa e dei Bund si sono mossi al ribasso.

Rendimenti Btp in analogo ripiegamento con lo spread che si mantiene appena sotto 1,20%, cioè sui livelli di venerdì scorso. Lieve limatura sui tassi Irs sembre rispetto a fine scorsa settimana (invariati rispetto a ieri).

Due domande sorgono spontanee: la prima riguarda i titoli “core”: come mai con dati e dichiarazioni che dovrebbero spingere al rialzo i rendimenti ciò non sta avvenendo nelle ultime sedute? In realtà sta avvenendo sulle scadenze brevi Usa mentre sul lungo, nonostante le ottime indicazioni macro Usa ed Ue sta prevalendo il timore di una frenata da parte della Cina (vedi il Pmi di oggi che segna la contrazione più ampia degli ultimi 15 mesi sul manifatturiero) e di alcuni altri Paesi emergenti: questo potenziale rallentamento unitamente all’accordo in Iran, potrebbe spingere ulteriormente al ribasso i prezzi del petrolio ed in generale delle materie prime allontanando gli obiettivi di inflazione della Fed e soprattutto della Bce su cui inoltre, in tal senso, pesa l’Euro debole.

Si tratta quindi di sposare lo scenario di un rallentamento importante della crescita mondiale ed in questo caso allora sarebbe difficile vedere la ripartenza dei tassi, oppure di una crescita che magari rallenterà sugli emergenti ma accelererà negli Usa ed allora è plausibile attendersi una fase di moderato rialzo dei tassi Usa non solo a breve ma anche a lungo con conseguente impatto anche sui Bund.

La seconda domanda che giunge spontanea riguarda i Btp: come mai i rendimenti calano? In effetti i dati sui conti pubblici italiani di questa settimana aprono gli occhi sulle difficoltà dell’Italia il cui debito è secondo solo a quello della Grecia in termini percentuali sul Pil. La risposta sta nell’ombrello protettivo del QE Bce: in un mercato pre vacanziero con pochi scambi nessun operatore ha intenzione di provare a mettersi contro la banca centrale con il rischio di farsi del male. Un aspetto tecnico potrebbe derivare dalla minor carta che probabilmente verrà emessa nel 2015: prova ne sia l’annuncio di oggi della cancellazione dell’asta di Ctz del 28 luglio e delle aste di Btp del 13 agosto e di Btpei del 26 agosto, "in considerazione dell'ampia disponibilità di cassa e delle ridotte esigenze di finanziamento".

In controtendenza rispetto alla Cina il settore manifatturiero giapponese suggerendo una ripresa dell'economia del paese dopo il rallentamento registrato nel secondo trimestre. Il Giappone si sta parecchio avvantaggiando dalla svalutazione dello Yen sullo Yuan di circa il 40% in tre anni, mentre il Dollaro nello stesso periodo ha perso solo il 2%.

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