Un inizio 2015 decisamente pesante sui mercati e soprattutto per quanto riguarda la zona euro con la moneta unica pesante dopo le note vicende greche e le dichiarazioni di Draghi. In effetti gli appuntamenti che nel 2015 lasceranno con il fiato sospeso i mercati sono molti come già avevamo sottolineato su queste pagine nei mesi scorsi (elezioni Grecia- Spagna-Portogallo) e la crisi russa. A fine mese c’è la riunione della Bce e quella della Fed.
Tutto sommato al di là di queste preoccupazioni che comunque devono essere ben presenti, si tratta di non togliere gli occhi dai dati macro: su questi non è detto che vi possano essere sorprese positive con il calo del petrolio e dell’Euro che inizieranno a dispiegare il loro effetti sull’economia europea. E’ chiaro che il Dollaro non deve scendere più di tanto frenando la crescita Usa: a livello globale i benefici che avrebbe il resto del mondo da un dollaro forte non sarebbero sufficienti a compensare il rallentamento americano inevitabile se il biglietto verde continuasse a perdere terreno.
Come sempre in queste fasi di alta volatilità, nervi saldi e occhio vigile e critico sui segnali macro può rivelarsi il modus operandi ottimale.