CAFFE’ ESPRESSO

17 settembre 2026 - Fed alza a 3,75%-4%: oggi BoE e domani BoJ.

Ieri sera la Banca centrale Usa ha alzato i tassi, in linea con le attese, e ha lasciato intravedere ulteriori rialzi del costo del denaro nei prossimi mesi. La decisione, presa all'unanimità, di fatto riconosce l'incapacità, finora, dell'amministrazione Trump di tenere sotto controllo l'inflazione. Nelle nuove proiezioni, la maggioranza dei membri prevede almeno un ulteriore rialzo di 25 punti base entro la fine di quest'anno, mentre solo due ritengono che i tassi resteranno invariati. Sui mercati asiatici, il rendimento dei Treasuries a due anni vale 4,7145%, dopo aver toccato nella notte il massimo dal luglio 2024. Quello del decennale è a 4,99%, al di sotto del 5% e quello del 30 anni, a 5,33%, si allontana dal massimo di 19 anni di 5,40%.
Banca d'Inghilterra comunica alle 13 la decisione sui tassi; dovrebbe lasciare i tassi al 3,75% per il resto dell'anno e almeno fino a metà 2027. Gli economisti continuano a ritenere che l'inflazione non sia sufficientemente forte da indurre una maggioranza dei banchieri centrali britannici a votare per un aumento dei costi di finanziamento. Tuttavia la decisione della Fed esercita pressioni sull'istituto britannico.
Terminerà domani invece il meeting della Banca centrale del Giappone che dovrebbe alzare i tassi di un quarto di punto all'1,25% per poi farli salire all'1,75% nel secondo trimestre del 2027. La prospettiva riflette le persistenti preoccupazioni per l'ampliamento delle pressioni inflazionistiche e per la debolezza dello yen.

Dopo il recente attacco all'oleodotto East-West, l'Arabia saudita offre alle raffinerie asiatiche ulteriori carichi di petrolio tramite passaggi via nave al largo del porto di Sohar, in Oman, secondo fonti a conoscenza della situazione. Di conseguenza il prezzo del greggio cala a 105,34 dollari il barile.
Dollaro ai massimi di sette settimane dopo la decisione della Fed che ha aperto la strada a ulteriori rialzi dei tassi.
Il Giappone continuerà a impegnarsi per garantire un andamento ordinato dello yen coordinandosi con gli Usa, ha detto un portavoce del governo di Tokyo.

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