CAFFE’ ESPRESSO

30 luglio 2026 - Dalla Fed pochissime indicazioni.

Nuovi raid Usa contro l'Iran, mentre il conflitto non accenna a rientrare ma continua ad allargarsi, rischiando di coinvolgere altri paesi della zona dopo il blocco navale degli Houthi contro l'Arabia Saudita.
Il futures sul Brent viaggia in rialzo a 91,5 dollari il barile.
Il benchmark decennale Usa rende 4,70%, in rialzo rispetto alla chiusura a 4,62%.
Debole l’avvio delle borse in Europa.
Si è conclusa con la conferma del costo del denaro la riunione sui tassi di Federal Reserve, la seconda presieduta da Kevin Warsh. Il riferimento per i Fed Fund resta a 3,50-3,75%, come previsto. In sede Fomc il voto non è stato però unanime - nove consiglieri per una conferma dei tassi, tre per un rialzo da 25 punti base - e Warsh ha ribadito l'impegno a riportare l'inflazione verso l'obiettivo di 2%, senza però fornire indicazioni sulle prossime mosse. Il numero uno Fed ha poi volutamente evitato di precisare quali interventi possano rendersi necessari per contenere l'inflazione, limitandosi ad affermare che "Federal Reserve non verrà meno al proprio mandato". Al termine della conferenza stampa del presidente Fed il mercato prezzava intorno a 57% la chance di una stretta monetaria in settembre.
Alle 13 tocca all'istituto centrale britannico il compito di pronunciarsi sui tassi. Stando alle attese Banca d'Inghilterra dovrebbe optare per una conferma del costo del denaro, che verrebbe mantenuto sull'attuale 3,75% fino a metà dell'anno prossimo.

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