L'Iran fermerà i propri attacchi finché gli Stati Uniti faranno lo stesso, ha detto ieri a Reuters un alto funzionario iraniano. Questa posizione di Teheran arriva mentre la campagna di bombardamenti degli Stati Uniti è in pausa dopo che i consiglieri del presidente Donald Trump hanno espresso preoccupazioni per il depauperamento dell'arsenale Usa. I prezzi del petrolio sono crollati del 4% stamani in seguito alla sospensione degli attacchi nel fine settimana da parte di Usa e Iran, che dopo due settimane di ostilità ha alimentato le speranze di una soluzione diplomatica che allenti l'escalation del conflitto e consenta la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il futures sul Brent viaggia in calo di 480 cent a 92 dollari.
Pochi spunti dal lato della congiuntura, sicuramente il più interessante è l'indagine Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche. Hanno intanto sorpreso in positivo le anticipazioni sui Pmi di luglio diffuse venerdì mattina da Francia, Germania e zona euro, rafforzando l'idea che l'economia europea abbia una capacità di tenuta maggiore del previsto.
Il dollaro ha perso terreno contro le principali valute nelle contrattazioni asiatiche di stamani dopo che nel fine settimana gli Stati Uniti hanno sospeso la loro campagna di bombardamenti in Iran, provocando un calo dei prezzi del petrolio e rafforzando la fiducia degli investitori globali.
A luglio l’attività economica della zona euro è tornata a crescere per la prima volta in quattro mesi, trainata da una ripresa dei nuovi ordini, nonostante l’elevata inflazione e il riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente abbiano offuscato le prospettive.
L’indice Pmi composito Flash per la zona euro sale a 51,9 a luglio dal 50,0 di giugno, registrando il valore più alto degli ultimi cinque mesi e superando di gran lunga le previsioni di un modesto aumento a 50,3. Un valore superiore a 50,0 indica un’espansione dell’attività. Luglio sta dunque registrando una gradita ripresa dell’attività economica nella zona euro, ma un contesto geopolitico volatile fa sì che resti da vedere se le buone notizie potranno durare. I nuovi ordini crescono per la prima volta da febbraio, con il ritmo di espansione più rapido dall’aprile 2023. Gli ordini dall’estero, che includono gli scambi all’interno della zona euro, continuano a diminuire, ma il tasso di calo è il meno marcato dal marzo 2022. Sia il settore manifatturiero che quello dei servizi contribuiscono alla ripresa della produzione. Il settore dei servizi raggiunge il massimo degli ultimi cinque mesi a 51,6, in rialzo rispetto a 49,4, interrompendo tre mesi di contrazione e smentendo le attese che prevedevano un altro mese di calo dell’attività. La crescita della produzione manifatturiera tocca il massimo degli ultimi 52 mesi e il Pmi manifatturiero complessivo sale a 52,0 da 51,4, superando la stima pari a 51,5. La Germania, la maggiore economia della zona euro, torna a crescere per la prima volta in quattro mesi. La produzione francese continua a diminuire, sebbene in misura marginale, registrando un calo più contenuto rispetto a giugno. Il resto della zona euro registra l'espansione più forte degli ultimi otto mesi.
Gli ultimi PMI Usa hanno mostrato un'accelerazione dell'attività nel settore dei servizi statunitense a luglio, sostenuta in parte dalla spesa legata ai Mondiali di calcio e al Giorno dell’Indipendenza, mentre il ritmo di crescita nel settore manifatturiero ha subito un rallentamento, attestandosi al livello più basso da marzo. L’S&P 500 e il Nasdaq chiudono la settimana con un saldo negativo sulla scia dei timori relativi alla spesa per l’IA che mettono in secondo piano le ultime trimestrali, mentre gli investitori guardano anche ai nuovi dazi e ai crescenti rischi legati alla guerra in Medio Oriente. Crescono i timori relativi alla spesa nell'IA, mettendo in evidenza l’aumento degli investimenti e del consumo di cassa, creando un clima di cautela in vista dei risultati della settimana di MICROSOFT , AMAZON e META .
CAFFE’ ESPRESSO
27 luglio 2026 - Geopolitica, IA e trimestrali ...
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