CAFFE’ ESPRESSO

1 aprile 2026 - Mercati al rialzo dopo le dichiarazioni Usa ...

Gli Usa segnalano che la fine della guerra con l'Iran potrebbe essere vicina, mentre la Casa Bianca parla di possibili colloqui diretti con Teheran e della fine dal conflitto anche senza un accordo.
La notizia ha alimentato il ritorno del denaro sulle obbligazioni, ha condotto al rialzo le borse e al ribasso il dollaro. Il clima di elevata incertezza è destinato a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto e, anche se le ostilità cessassero rapidamente, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell'energia richiede tempi non brevi.
In arrivo i dati finali sul settore manifatturiero di marzo in Europa e negli Stati Uniti, in un contesto di crescente incertezza dopo i dati flash che mostrano un forte rallentamento della crescita nella zona euro e un aumento delle pressioni sui costi legato alla guerra in Medio Oriente.
Nel pomeriggio il focus per i dati sul lavoro si sposta agli Usa Uniti, con gli occupati del settore privato Adp di marzo attesi in aumento di 40.000 unità. Ieri i Jolts hanno mostrato che le offerte di lavoro sono diminuite più del previsto in febbraio e le assunzioni sono scese ai minimi degli ultimi sei anni.
Questo mese l'inflazione nella zona euro è balzata oltre l'obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio e del gas, acuendo un dilemma di politica monetaria: da un lato, il rincaro dell'energia frena la crescita, dall'altro rischia di innescare una spirale inflazionistica che si autoalimenta. I prezzi del greggio sono quasi raddoppiati a causa della guerra in Iran e la Bce sta ora valutando se alzare i tassi di interesse per evitare che questo aumento si rifletta in modo permanente sui prezzi di altri beni e servizi. L'inflazione complessiva nei 21 Paesi che condividono la moneta unica è balzata al 2,5% a marzo dall'1,9% del mese precedente (stime 2,5%-2,6%) con i costi energetici in crescita del 4,9%. Nel frattempo, l'inflazione “core”, che esclude i settori volatili dei prodotti alimentari e dell'energia, è scesa al 2,3% dal 2,4%. La teoria economica di base suggerisce che le banche centrali dovrebbero ignorare gli shock di prezzo una tantum generati dalle interruzioni dell'offerta, soprattutto perché la politica monetaria agisce con lunghi ritardi. Un rapido aumento dell'inflazione energetica può però estendersi con facilità al resto dell'economia se le aziende iniziano a incorporarlo nei prezzi di vendita e i lavoratori iniziano a chiedere aumenti salariali per compensare la perdita di reddito disponibile. I mercati finanziari prevedono ora tre aumenti dei tassi di interesse da parte della Bce quest'anno, il primo dei quali ad aprile o a giugno. L'inflazione dei servizi, la voce più consistente nel paniere dei prezzi al consumo e l'indicatore chiave dell'inflazione interna, è scesa al 3,2% a marzo dal 3,4% del mese precedente. La prossima riunione della Bce è prevista per il 30 aprile.

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