Ieri i mercati globali hanno prestato fiducia alle parole del presidente Usa Trump secondo il quale il conflitto sarà di breve durata.
Il dollaro cede terreno con gli investitori in attesa di maggior chiarezza sulle sorti del conflitto in Medioriente.
Sul fronte macro un altro driver di seduta sarà la lettura di febbraio dell'inflazione americana che dovrebbe accelerare leggermente sulla scia dell'aumento dei prezzi della benzina per le prime avvisaglie di un'escalation del conflitto in Medioriente. Un ulteriore rialzo dei prezzi del petrolio farà con ogni probabilità aumentare l'inflazione anche in marzo. Il dato di febbraio dovrebbe tuttavia mostrare un incremento contenuto e non dovrebbe modificare la rotta della Fed che dovrebbe mantenere i tassi fermi quando si riunirà il 17 e il 18 marzo.
I rendimenti sono scesi sulla scia del miglioramento del sentiment sui mercati.
L'istituto centrale giapponese dovrebbe lasciare i tassi invariati al meeting della prossima settimana ma alzarli a 1,00% entro fine giugno.