Dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria Fed emerge che in consiglio è prevalsa l'unanimità sulla conferma del costo del denaro ma una posizione meno uniforme sulle prossime mosse. Una parte del Fomc sarebbe pronta a una stretta sui tassi se l'inflazione restasse elevata, un'altra è a favore di ulteriori tagli qualora i prezzi rallentassero come previsto. L'intero consiglio è inoltre impegnato in una valutazione delle implicazioni per l'economia dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. La spaccatura interna al Fomc, evidente nelle minute della riunione di fine gennaio, mette in evidenza la sfida che attende Kevin Warsh, scelto da Donald Trump per succedere a Jerome Powell a maggio.
L'obbligazionario europeo non ha reagito in modo particolare all'indiscrezione riportata dal Financial Times secondo cui Christine Lagarde sarebbe intenzionata a lasciare la presidenza della Bce prima delle elezioni presidenziali francesi dell'aprile 2027.
Per la zona euro, l'unico dato di rilievo oggi è la stima della fiducia dei consumatori, che nelle attese dovrebbe avere registrato un miglioramento a febbraio.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, in attesa dell'indice Pce core e del Pil 'advanced' entrambi in agenda domani, tra i numeri odierni spicca quello sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, viste in leggero calo. Saranno diffusi nel primo pomeriggio anche i dati sulla bilancia commerciale di dicembre e sull'intero 2025, utili a comprendere gli effetti concreti del protezionismo trumpiano.
Ritrova slancio il dollaro, grazie alla divisione emersa all'interno del Fomc che segnala come l'istituto centrale Usa non abbia alcuna fretta di varare un nuovo allentamento dei tassi.