I rendimenti euro sono scesi leggermente ieri dopo che i dati sull’inflazione della zona euro hanno mostrato un allentamento delle pressioni sui prezzi in gennaio - il tendenziale è sceso all'1,7%, minimo da settembre 2024, e il dato core al 2,2%, livello più basso dall'ottobre 2021 - anche se ciò non dovrebbe impedire alla Banca centrale europea di mantenere invariati i tassi di interesse oggi. Francoforte confermerà il tasso sui depositi al 2% per la quinta riunione consecutiva. Nella conferenza stampa seguente Christine Lagarde dovrebbe ribadire che l'istituto si trova in una "buona posizione". I Future dei mercati monetari si aspettano che la banca centrale mantenga i tassi di riferimento fermi quest'anno a fronte di un'inflazione sull'obiettivo e una crescita abbastanza resiliente. Unica possibile incognita - sebbene la Bce non abbia un target sui cambi - il recente rafforzamento dell'euro, scivolato dai massimi dopo aver raggiunto 1,2 su dollaro ma ancora su livelli che potrebbero avere indesiderate ricadute inflative.
Anche Bank of England dovrebbe restare “on hold” oggi, con il governatore Andrew Bailey che manterrà ogni opzione aperta. I tassi di interesse britannici - al 3,75%, i più alti tra le grandi economie avanzate, nonostante sei tagli dal 2024 - probabilmente scenderanno ancora quest’anno, ma i banchieri centrali rimarranno vaghi su tempi e modi del futuro allentamento in attesa di un quadro più chiaro sull’andamento dell'inflazione, che a dicembre ha registrato un 3,4% annuo, livello più alto tra i Paesi del G7.
Non c'è ancora una data per la pubblicazione dei payroll, originariamente in calendario domani. Stando a numeri diffusi ieri, intanto, la crescita dell’occupazione privata negli Stati Uniti è risultata inferiore alle attese a gennaio.
Gli investitori attualmente si aspettano almeno due tagli dei tassi Fed nel 2026, ipotizzando che Kevin Warsh opterà per una politica più accomodante quando il mandato di Jerome Powell come presidente terminerà a maggio. Tuttavia, una crescita più robusta e un eventuale nuovo aumento dell’inflazione potrebbero complicare questo scenario.