Francoforte diffonde a metà giornata le minute dell'ultimo board di ottobre, quando ha lasciato i tassi invariati per la terza volta consecutiva ribadendo di essere in una "buona posizione", con i rischi economici che si stanno attenuando e la crescita della zona euro che si sta mostrando resiliente di fronte alla sfida dei dazi. L'attenzione si sposta già al meeting di dicembre, con la diffusione delle nuove proiezioni a tre anni che faranno luce anche sul percorso dell'inflazione, rispetto al quale i policymaker hanno evidenziato posizioni divergenti. I mercati prezzano circa il 40% di probabilità di una riduzione del costo del denaro di un quarto di punto percentuale entro settembre 2026 e proiettano il tasso di riferimento all’1,95% a marzo 2027 dall’attuale 2%.
I futures sui tassi Usa assegnano una probabilità dell'83% ad un nuovo taglio da 25 pb al Fomc del 9-10 dicembre. Tali aspettative hanno guadagnato consenso negli ultimi giorni, dopo che diversi funzionari della Fed hanno dichiarato di essere favorevoli ad un ulteriore allentamento a fronte di un mercato del lavoro che appare in debole. Il grado di divisione tra i banchieri del board appare comunque piuttosto elevato.
Gli investitori si sono riversati sui titoli di Stato britannici a lunga scadenza ieri, spingendo i rendimenti verso il basso nel calo più marcato da aprile, e hanno sostenuto la sterlina dopo che la legge di Bilancio presentata dalla ministra delle Finanze ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni sui conti. Reeves ha illustrato una manovra che aumenterà la pressione fiscale su lavoratori e risparmiatori in modo da garantirsi maggiore margine nel rispetto degli obiettivi di indebitamento, una delle principali preoccupazioni per i mercati.
Per un membro del consiglio di BoJ, la banca centrale può riprendere ad aumentare i tassi di interesse man mano che i rischi derivanti dai dazi statunitensi si attenuano, ma deve farlo a un ritmo "misurato e graduale". Le dichiarazioni seguono quelle del governatore e di altri policymaker nipponici, rafforzando la prospettiva di un rialzo del tasso di riferimento già il mese prossimo.