La settimana si apre con una nota di ottimismo per gli investitori, che guardano alla possibilità che lo shutdown governativo - il più lungo della storia degli Stati uniti - possa avviarsi al termine.
La notizia ha comunque spinto verso l'alto i futures azionari, sebbene sia probabile che, anche in caso di una svolta imminente, questa non permetterà la pubblicazione come da calendario di importanti statistiche macro previste questa settimana: l'inflazione in primis, ma anche i prezzi alla produzione e le vendite al dettaglio.
Il buio sui dati sta offuscando le prospettive per la Fed, che dovrà decidere se tagliare ulteriormente i tassi di interesse nella prossima riunione di dicembre.
Tra gli altri temi destinati a restare al centro dell'attenzione del mercato, anche i timori legati all'offerta di titoli di Stato americani. Il Tesoro Usa offre infatti di qui a venerdì titoli con scadenza a tre, 10, e 30 anni per un totale di 125 miliardi di dollari.
Aggiornamento di novembre dell'indice Sentix che misura il morale degli investitori nella zona euro.
Crescono tra i policymaker nipponici le argomentazioni a favore di un aumento dei tassi di interesse nel breve termine, come mostrato da una sintesi delle opinioni espresse durante la riunione di ottobre e pubblicate stanotte. Otto banchieri su 13 hanno sostenuto la necessità di un irrigidimento monetario, definendo condizioni specifiche per aumentare i costi di finanziamento nel breve termine. Le discussioni rafforzano la probabilità che la Banca possa aumentare i tassi già il mese prossimo o a gennaio.