CAFFE’ ESPRESSO

6 novembre 2025 - Dati Usa migliori delle attese allontanano il taglio Fed.

Il Tesoro statunitense ha detto ieri che manterrà stabile l'ammontare delle aste dei titoli di Stato nominali e a tasso variabile almeno per i prossimi trimestri anche se sta iniziando a prendere in considerazione aumenti futuri. I timori legati ad un possibile incremento di carta sulla parte più lunga della curva hanno spinto verso l'alto i rendimenti del Treasury decennale ieri, unitamente ai numeri migliori delle attese arrivati dall'aggiornamento di ottobre sugli occupati del settore privato e sul terziario Usa. Gli operatori hanno parallelamente ridotto ancora le loro scommesse su un nuovo taglio dei tassi Fed a dicembre, prezzato adesso al 61% dal 70% di ieri.

 

La Banca d’Inghilterra dovrebbe mantenere i tassi d’interesse invariati oggi, rallentando il ritmo dei tagli per la prima volta da quando ha avviato l’allentamento lo scorso anno, sebbene alcuni prevedano la possibilità di una riduzione alla luce dei recenti dati più deboli del previsto su inflazione e salari.  L’ultima riduzione dei tassi da parte di BoE – 25 punti base che lo scorso agosto hanno portato il saggio di riferimento al 4% – è stata approvata con un margine ristretto di 5 voti a favore e 4 contrari. A settembre, il governatore  della BoE aveva avvertito che il ritmo dei tagli - effettuati con cadenza trimestrale a partire da agosto 2024 - è diventato “più incerto”.     L’inflazione al consumo nel Regno Unito resta la più alta tra le principali economie avanzate, al 3,8%, complice anche l’aumento una tantum dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro introdotto ad aprile. Tuttavia, il fatto che il Cpi non abbia raggiunto il 4% a settembre - come ipotizzato dalla banca centrale - insieme ad un ulteriore rallentamento della crescita salariale e ad un incremento della disoccupazione ha riacceso le scommesse su un possibile allentamento nella riunione odierna. I mercati finanziari scontano al 30% circa tale evenienza. La  BoE potrebbe rimanere ferma fino a inizio 2026.

 

Ricco il calendario di interventi previsti in giornata. La banca centrale europea - che ha praticamente raggiunto l'obiettivo di inflazione e sembra essere giunta alla fine del suo ciclo di tagli - ha tenuto i tassi fermi la scorsa settimana, sottolineando la resilienza dell'economia, confermata anche ieri da numeri forti sui Pmi di ottobre.  Gli investitori prezzano una probabilità del 50% circa di un allentamento da 25 punti base entro il prossimo settembre, da oltre l'80% del mese scorso.

 

Eurostat diffonde il dato di settembre sulle vendite al dettaglio, importante termometro delle attitudini dei consumatori del blocco. La produzione industriale tedesca ha registrato a settembre un rimbalzo dell'1,3% congiunturale dopo il tonfo del 4,3% del mese prima, rimanendo però ben al di sotto delle attese che convergevano su un incremento mensile del 3,0%.

 

Il settore dei servizi nipponico ha esteso la sua robusta crescita a ottobre, nonostante un rallentamento negli ordini e una ripresa delle pressioni inflazionistiche.

Etichette: Aritmatica, Caffé Espresso |

I commenti sono chiusi.