I mercati globali sono tornati in modalità risk-off tra i timori relativi alle elevate valutazioni di azioni e obbligazioni societarie, che potrebbero portare ad una correzione dei listini.
Nel frattempo, lo shutdown delle attività governative Usa entra oggi nel suo 36° giorno - divenendo ufficialmente il più lungo della storia statunitense - continuando a lasciare gli investitori senza la bussola dei dati macro.
A confondere ulteriormente le prospettive sui tassi, i policymaker della Fed - dopo il taglio della settimana scorsa - hanno espresso opinioni contrastanti sullo stato dell'economia.
I mercati sono passati a prezzare al 65% dal 90% di una settimana fa l'eventualità di un ulteriore allentamento di un quarto di punto percentuale al Fomc in calendario a dicembre.
In mancanza dei numeri sui payroll di ottobre - originariamente in calendario questo venerdì - gli operatori monitoreranno il report Adp sugli occupati del settore privato, in arrivo questo pomeriggio, per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro statunitense. L'attenzione sarà anche all'aggiornamento sempre per ottobre dell'indice Ism non manifatturiero.
Anche al di qua dell'oceano sono in agenda stamani i dati finali di ottobre sul Pmi composito e sul terziario delle economie euro. Le letture definitive per l'intero blocco vedono una conferma dei preliminari a 52,6 per l'indice dei servizi e a 52,2 per il composito, a conferma della resilienza dell'economia, sottolineata la scorsa settimana anche dai vertici Bce in occasione dell'ultimo board.
Secondo un sondaggio pubblicato ieri circa la metà degli americani considera l'ampio deficit commerciale degli Stati Uniti un'emergenza economica, mentre la Corte Suprema esaminerà in giornata la legalità delle ingenti tariffe doganali imposte da Trump. L'alta Corte è chiamata ad esprimersi dopo che un tribunale di grado inferiore ha stabilito che il presidente repubblicano ha ecceduto i propri poteri nell’applicazione della maggior parte dei dazi ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act.
L'economia cinese supererà i 170 trilioni di yuan (23.870 miliardi di dollari) entro il 2030, offrendo una grande opportunità di mercato per il mondo, mentre aumentano le restrizioni commerciali a livello globale. Secondo dati diffusi stanotte, intanto, l'attività del terziario cinese è rimasta in area espansione ad ottobre ma al ritmo più debole da tre mesi.
Stando alle minute del board di settembre - che ha lasciato i tassi invariati - un numero crescente di policymaker ritiene che si stiano creando le condizioni per un inasprimento monetario in Giappone, con due membri che sarebbero stati favorevoli ad un rialzo immediato.