CAFFE’ ESPRESSO

4 marzo 2020 - Fronte comune delle banche centrali per arginare gli effetti economici coronavirus ...

Le borse europee tengono questa mattina nonostante la chiusura negativa di Wall Street. L’effetto taglio Fed e la speranza che anche le altre banche centrali mettano in campo subito misure a sostegno dell’economia, sta contenendo le perdite ma i mercati restano assai vulnerabili e la volatilità resta e resterà altissima ancora per molto.

Con una decisione di emergenza presa all'unanimità, il Fomc ha tagliato di 50 punti base i tassi a 1%-1,25%  innescando un netto calo dei rendimenti dei Btp e degli altri governativi della zona euro e rinfocolando il clima di propensione al rischio. Dopo l'iniziale euforia però Wall Street ha ritracciato sensibilmente. Il mercato si aspettava un taglio del costo del denaro da parte del Fomc al meeting del 17-18 marzo. Durante la conferenza stampa, il presidente Powell ha detto che il virus pone rischi per le prospettive dell'economia. La decisione dell'istituto Usa -- la prima del genere dai tempi dell'ultima crisi finanziaria, presa per proteggere l'economia dai rischi del Covid-19 -- alimenta le aspettative che anche le altre banche centrali, Bce in testa, possano seguirne le orme. Ieri in chiusura i mercati monetari prezzavano una chance di circa il 90% di un taglio dei tassi di 10 punti base da parte della Bce al meeting del 12 marzo, in rialzo rispetto a circa il 75% visto precedentemente in seduta.

Intanto ieri giravano voci che la Bce stia lavorando a una serie di misure per fornire liquidità alle imprese colpite dalle ripercussioni economiche dell'epidemia di coronavirus. Appare invece improbabile che i ministri delle Finanze europei prendano una decisione in merito alle azioni di contrasto al Covid-19 nel summit in teleconferenza atteso in giornata poiché la chiamata dovrebbe essere principalmente volta a fare il punto della situazione. Alla riunione del G7 di ieri, i Paesi membri hanno ribadito l'impegno a intraprendere ogni iniziativa per salvaguardare l'economia globale.

Il taglio dei tassi della Fed e la prospettiva di un intervento analogo della Bce ha costituito sul finale di seduta di ieri il carburante per un'ulteriore accelerazione della carta italiana dopo il rimbalzo visto in mattinata. Lo spread Italia-Germania sul tratto decennale riparte stamani da 161 punti base e il tasso del decennale di riferimento da 0,98%.

Sempre in mattinata, Istat diffonde la lettura finale del Pil del quarto trimestre, che dovrebbe confermare il tonfo registrato dalla stima preliminare pari a -0,3% a livello congiunturale, il peggior risultato trimestrale dai primi tre mesi del 2013.

Restando sul fronte macro, a gennaio le vendite al dettaglio tedesche hanno messo a segno un rialzo di 0,9% su mese a fronte di attese per un +1%. A breve verrà diffusa anche la lettura finale del Pmi servizi di febbraio relativa all'intero blocco, dopo il 52,8 della stima 'flash'. Dovrebbero mettere a segno un incremento di 0,6% dal calo di 1,6% del mese precedente le vendite al dettaglio di gennaio relative all'area euro.

Attenzione oltreoceano anche per i dati sul settore privato Usa di febbraio con attese per un incremento di 170.000 unità dopo il +291.000 di gennaio.

Dopo il minimo storico registrato per il Pmi manifattura cinese sulla scia del coronavirus, l'analogo indicatore relativo al comparto dei servizi, elaborato da Caixin/Markit, ha visto a febbraio una nuova doccia fredda portandosi a 26,5 dopo il 51,8 del mese precedente, al livello più basso dall'inizio della serie. Al minimo dai tempi della crisi finanziaria anche il sotto indice dei nuovi ordini. La significativa contrazione mette ancor più in luce la necessità di ulteriori stimoli al settore.

Sempre a febbraio, e sempre sulla scia degli effetti nefasti del coronavirus, l'indice Pmi nipponico dei servizi ha visto una contrazione al ritmo più rapido da quasi sei anni. L'indice è scivolato a 46,8 da 51,0 del mese precedente.

 

Il dollaro galleggia sui minimi di 5 mesi nei confronti dello yen dopo il taglio dei tassi della Fed.

Governativi Usa in forte rialzo negli scambi asiatici con il tasso del decennale di riferimento sceso per la prima volta sotto l'1% al minimo di 0,906% dopo la decisione della Fed sui tassi. Il decennale Usa guadagna 12/32 con il tasso a 0,978%

DATI MACROECONOMICI

Istat, Pil finale trim 4 (10,00) - attesa -0,3% t/t;zero aa.

ZONA EURO

Pmi Markit finale febbraio

Vendite al dettaglio gennaio(11,00)-attesa 0,6% m/m;1,1% a/a

USA

ADP, occupati settore privato febbraio

Pmi Markit finale febbraio

PMI ISM non manifatturiero febbraio

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