CAFFE’ ESPRESSO

3 marzo 2020 - Fronte comune delle banche centrali: rimbalzo delle borse...

Taglio dei tassi di interesse al minimo storico da parte della banca centrale australiana, in quella che è considerata la prima di una serie di analoghe mosse a livello globale. E' il quarto taglio della Reserve Bank of Australia in meno di un anno, che porta il tasso allo 0,5%, con la porta aperta a ulteriori allentamenti.

Mentre si ragiona sempre più di interventi da parte delle banche centrali per far fronte all'impatto del coronavirus, tra gli appuntamenti in programma oggi sul fronte Bce occhi sull'intervento del vicepresidente Luis de Guindos a Francoforte nella prima mattinata. Ieri il numero due della Bce ha detto che l'istituto è pronto ad agire, se necessario, per sostenere la crescita penalizzata dal coronavirus, e che Francoforte, come sempre nei momenti di elevata volatilità, si confronta con le altre principali banche centrali sulle ricadute dell'epidemia.

Interventi attesi anche da parte della Fed: i Future Fed funds  indicano al 100% la chance di una riduzione di mezzo punto percentuale già nel meeting di questo mese secondo FedWatch, mentre solo la settimana scorsa non venivano presi in considerazione tagli.  Del resto segnali poco incoraggianti sono arrivati ieri dall'attività manifatturiera Usa, che ha subìto un rallentamento a febbraio a causa del calo degli ordini legato al coronavirus.

 

L’Italia desta timori: c’è preoccupazione per l’impatto che il coronavirus potrà avere sulla crescita, sui conti pubblici e sulle sofferenze del sistema bancario. Eppure l’Italia chiude il 2019 con dati sorprendentemente migliori del previsto: una crescita del Pil pari allo 0,3%, in rallentamento ma al di sopra del target governativo, e un deficit all'1,6% ai minimi da dodici anni. E' quanto ha reso noto Istat oggi, fornendo il bilancio consolidato per lo scorso anno di tutte le amministrazioni pubbliche valido ai fini di Maastricht. L'obiettivo di deficit/Pil del governo puntava nel 2019 ad un 2,2%, stabile rispetto alla lettura del 2018. Il debito pubblico resta fermo al 134,8% nell'anno osservato, ponendosi comunque al di sotto del 135,7% stimato dall'esecutivo. Anche la crescita del Pil va meglio delle aspettative con un +0,3% che - seppur ai minimi dal 2014 e in deciso calo rispetto al +0,8% del 2018 - è al di sopra del +0,1% atteso. A determinare la forte discesa del deficit nel 2019 è stato un aumento delle entrate (+2,8%) ben superiore a quello delle uscite (+1,6%). Nonostante la sorpresa positiva dei conti pubblici, i maggiori previsori stanno facendo a gara nel rivedere al ribasso le previsioni sul nostro Paese. L'ultimo aggiornamento dell' OCSE, vede, dopo la modesta ripresa di 0,2% del 2019, per il Pil italiano del 2020 una variazione nulla. Una stima rivista al ribasso dopo il +0,4% delle attese di novembre. Conferma invece a 0,5% l'indicazione sul 2021. L' Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ridimensionato per il 2020 anche la proiezione di crescita a livello globale, che passa da 2,9% a 2,4%, quella sulla Zona Euro da 1,1% a 0,8%, quella sulla Germania da 0,4% a 0,3% e quella sulla Francia da 1,2% a 0,9%.

 

Ancora una seduta pesantemente negativa per la carta italiana, con lo spread che ha sfiorato i 190 punti base per riportarsi sotto quota 180 verso la chiusura, dopo le dichiarazioni del presidente dell'Oms che si è detto preoccupato per l'Italia ma fiducioso che possa contenere l'epidemia. Oggi si riparte da 178 punti base per lo spread sul Bund e 1,15% per il tasso del decennale aprile 2030. Sul primario si attivano la Spagna, che offre titoli a 6 e 12 mesi, e la Germania che mette a disposizione titoli indicizzati all'inflazione.

Con il rimbalzo dell'azionario recuperano terreno i tassi dei governativi Usa: dopo il minimo storico toccato ieri a 1,030%, il rendimento del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 1,134%, rispetto alla chiusura Usa a 1,088%.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima prezzi al consumo febbraio

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