L’inflazione finale eurozona è risultata a livello tendenziale pari allo 0,8% in settembre contro un dato preliminare di 0,9%; conferma invece le attese l’inflazione core che si attesta all’1%. Dal fronte europeo nessun altro dato di rilievo mentre dagli Usa a settembre le vendite al dettaglio hanno registrato un calo su base mensile dello 0,3%, deludendo le stime degli analisti che si attendevano un rialzo dello 0,3 per cento. Il dato di agosto è stato rivisto a +0,6% dal +0,4% inizialmente comunicato. Le vendite al dettaglio, escluso il comparto auto, hanno riportato un calo dello 0,1% su base mensile, rispetto al +0,2% atteso dal consensus e del dato di agosto (rivisto dalla precedente indicazione di una variazione nulla). Al netto delle spese per auto e carburanti, le vendite al dettaglio sono risultate invariate (consensus +0,3%) rispetto al +0,4% di agosto, rivisto da +0,1 per cento. Tuttavia questi dati stanno influenzato ben poco i tassi che restano maggiormente condizionati dalle vicende su dazi, Brexit, Turchia e Hong Kong. Alcuni risultati migliori delle attese di primarie istituzioni finanziarie Usa aiutano il rialzo delle borse europee e favoriscono un leggero ribasso sui rendimenti Btp con lo spread a 130 bps. Il rendimento del 10 anni italiano è sotto lo 0,90%; il 10 anni tedesco a -0,41% in una giornata che ha visto le aste ti titoli a 30 anni. L’irs 10 dopo essere stato per molte sedute in territorio negativo oggi è a zero. Decisamente poco mossi i tassi Future Euribor 3 mesi (attese per i prossimi 5 anni).
I tentativi dell'ultimo momento di concludere un accordo sono destinati a dominare la due giorni del Consiglio europeo al via oggi. Funzionari hanno detto che il grosso delle divergenze tra Londra e Bruxelles sul divorzio sono state risolte dopo una maratona di colloqui, ma restano delle incognite.
Negoziatori statunitensi e cinesi stanno lavorando alla Fase 1 dell'accordo commerciale, che secondo Trump difficilmente verrà siglato prima dell'incontro con il presidente Xi Jinping al prossimo forum Apec in Cile.
Un sondaggio Fed mostra che le tensioni commerciali pesano sulla moderata espansione dell'economia Usa.
Il dollaro annaspa dopo dati macro deludenti che hanno gettato ieri un'ombra sull'economia a stelle e strisce, e sempre per via dei timori per l'accordo commerciale con Pechino. Sta a galla anche la sterlina, mentre Londra e Bruxelles cercano di portare a casa un accordo dell'ultima ora.
DATI MACROECONOMICI
USA
Indice Fed Filadelfia ottobre.
Produzione industriale settembre