Il morale degli investitori tedeschi scende ancora, oltre le attese: l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese in Germania, è sceso a giugno a 97,4 da 97,9 di maggio (sceso a sua volta da 99,2 di aprile). Le previsioni indicavano un indice in calo a 97,6. E' al livello più basso dal 2014. Il sottoindice che misura le condizioni economiche attuali sale a 100,8 da 100,6 di maggio, mentre quello che misura le aspettative si attesta a 94,2 (94,5 le aspettative). Questo dato comunicato lunedì si aggiunge al crollo della scorsa settimana dell’indice Zew tedesco e dei Pmi (fiducia direttori acquisti) inferiori al consenso e sotto la soglia di 50, spartiacque tra crescita e contrazione. In tale contesto – con Fed e Bce pronte a misure espansive - i tassi Bund ed Irs restano compressi ai minimi e non accennano a salire nonostante l’ottimismo di Trump per i colloqui con la Cina (al G20 di Osaka di venerdì e sabato prossimo). Le borse sono incerte e il prezzo dell’oro ha toccato massimi da 5 anni a questa parte: è vero che se scendono i tassi Usa l’oro diventa più appetibile come rifugio ma questo movimento rappresenta anche un campanello d’allarme per quanto riguarda il futuro andamento delle borse. E se le borse iniziassero a calare dopo i nuovi massimi storici di Wall Street potrebbe esserci una ulteriore pressione al ribasso sui tassi Usa ed Ue. I Btp perdono leggermente terreno con i rendimenti e lo spread in rialzo di 4-5 centesimi.
Wall Street ha chiuso in ribasso allontanandosi dal recente record storico, mentre il dollaro è tornato a rafforzarsi, queste le conseguenze delle aspettative di un taglio dei tassi meno aggressivo di quanto sperato da parte della Federal Reserve nella riunione di luglio.
Le attese si sono raffreddate quando il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, nel corso di un evento, ha fatto intendere che il taglio dei tassi a luglio non sarà di 50 punti base (mezzo punto percentuale), che è quanto gli investitori più "bullish" e il presidente Donald Trump vorrebbero. Una eventuale decisione in tal senso porterà probabilmente Trump ad attaccare nuovamente Powell. Ormai circola da tempo la indiscrezione secondo cui il presidente vorrebbe sostituire Powell, anche se l'attuale mandato non è in scadenza.
Malgrado le attese più prudenti sulla riduzione del costo del denaro, il rendimento del Treasury a 10 anni degli Stati Uniti è sceso al di sotto del 2% per la prima volta da novembre 2016.
Diversi membri del direttivo Fed hanno respinto al mittente ieri le pressioni per un significativo taglio dei tassi, anche mezzo punto, da applicare il prima possibile, anche nella prossima riunione del Fomc. Parlando al Consiglio affari esteri di New York, il numero uno Jerome Powell ha difeso l'indipendenza della banca centrale dal presidente Donald Trump e dai mercati finanziari, entrambi recentemente impegnati in un pressing per un'aggressiva riduzione dei tassi.
Gli Stati Uniti sperano di rilanciare i colloqui sul commercio mondiale con la Cina dopo che il presidente Donald Trump e l'omologo cinese Xi Jinping si incontreranno in Giappone sabato a margine del G20, ma Washington non accetterà alcuna costrizione sull'uso delle tariffe. Lo ha riferito un alto funzionario dell'amministrazione americana. Trump ha minacciato di imporre tariffe su altri 325 mld di dollari di beni cinesi importati in Usa, inclusi pc e telefonini, se l'incontro con Xi non produrrà progressi. Le due parti, in un segnale di buona volontà, potrebbero decidere di non imporre nuovi dazi, ha detto il funzionario, ma non è chiaro se questo avverrà.
USA
Beni durevoli maggio (14,30) - attesa -0,1%.