CAFFE’ ESPRESSO

21 maggio 2019 - Nuove previsioni Ocse in giornata.

Al centro dei movimenti sui mercati finanziari resta la preoccupazione per l’esito delle trattative Usa – Cina. Le schermaglie stanno però penalizzando più la Cina degli Usa almeno stando ai riscontri della  bilancia commerciale cinese il cui surplus si è praticamente dimezzato: inoltre iniziano a patire anche la produzione industriale e le vendite al dettaglio, dati che rafforzano le aspettative che Pechino debba mettere in campo ulteriori misure di stimolo mentre si intensifica la disputa commerciale. Il “ricatto” cinese di vendere T -Bond non funziona: i rendimenti americani ai livelli attuali e con i tassi bassissimi degli altri paesi Ocse, restano di grande attrazione e le vendite cinesi sono più che compensate dagli acquisti da parte di altri operatori. Inoltre in un momento di aumento dell’avversione al rischio il titolo del debito americano resta un porto sicuro su cui investire, decisamente più del mercato obbligazionario o azionario cinese che infatti è alle prese con imponenti deflussi che oltretutto stanno portando ad una svalutazione dello yuan che ormai ha condotto l’usdyuan (6,91) a livelli di preoccupazione per le autorità monetarie cinesi e su cui dovranno intervenire (così almeno hanno fatto nel passato).

In questa cornice di incertezza un minimo di distensione è arrivata dalla Casa Bianca che intende rinviare per un periodo lungo fino a sei mesi la decisione sugli eventuali dazi alle importazioni di auto e ai loro componenti per dare più tempo alle trattative con l'Unione europea e il Giappone. Era uno dei rischi maggiori (come avevamo segnalato più volte, Trump avrebbe dovuto pronunciarsi entro il 18 maggio) per l’economia europea: il rischio non si è dissolto ma è rinviato.

In arrivo da Parigi l''Economic outlook' Ocse che dovrà aggiornare la fotografia sul quadro macro italiano. Nell'Interim economic outlook di marzo, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha tagliato drasticamente le stime sull'economia italiana nel 2019, ipotizzando una fase di recessione, caso unico nel panorama europeo e delle economie avanzate, con il Pil in calo dello 0,2%.

Nella notte il governatore della Fed ha detto che la globalizzazione la tecnologia e altre forze hanno cambiato il modo in cui si muove l'inflazione negli Usa in un trend che la Fed sta ancora cercando di capire. Intanto si attendono domani le minute del Fomc sulla riunione dell'1 maggio, che ha lasciato invariati i tassi e segnalato che non c'è grande propensione a un aggiustamento a breve, a cui è però seguita un'escalation delle tensioni commerciali Usa-Cina.

DATI MACROECONOMICI

ZONA EURO

Stima fiducia consumatori maggio

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