Giudizio rimandato all'autunno: Standard & Poor's conferma il rating di 'BBB' -- due gradini oltre al livello 'non investment grade' -- sul merito di credito nazionale, per cui l'outlook resta negativo, come deciso a fine ottobre. L'agenzia Usa fa tra l'altro riferimento alla "marcia indietro sulle riforme e la volatilità della domanda estera" che hanno spinto l'economia alla recessione e determinato una risalita del debito pubblico. In un orizzonte di 18 mesi -- come prevede l'outlook negativo -- la valutazione potrebbe quindi essere bocciata, in caso di ulteriore deterioramento sul fronte della crescita ma soprattutto dei conti pubblici. Attenzione anche allo stato di salute del sistema bancario e soprattutto alla politica economica e appuntamento al 25 ottobre — subito dopo la presentazione della legge di bilancio per il 2020 -- con la prossima pronuncia di S&P.
Lo spread del Btp decennale sul Bund ha chiuso venerdì intorno ai 260 punti base, stringendosi con un movimento molto ampio nel finale dai 270 punti dell'apertura in un mercato dai volumi molto sottili. Il tasso del decennale giugno 2029 ha rotto la soglia del 2,6% per portarsi a 2,58% da 2,68% in avvio.
Mercato valutario in range serrato sul finale della seduta asiatica, con il dollaro che si prende una momentanea pausa in ragione della lunga chiusura del mercato giapponese per festività. L'attesa degli investitori si sposta sul verdetto di politica monetaria Fed dei prossimi giorni, che sarà per la banca centrale Usa occasione per fare il punto anche sulla stima della crescita dopo i dati di venerdì. Poco variati rispetto alla chiusura precedente i cross dell'euro/dollaro e quello del dollaro/yen.
Derivati sul greggio in caduta di circa mezzo punto percentuale, dopo la richiesta di Donald Trump ai paesi Opec di aumentare l'offerta per compensare le sanzioni Usa sul greggio iraniano.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Economic sentiment aprile.
USA
Core Pce marzo