La ripresa dell'economia nella zona euro nella seconda parte dell'anno resta possibile, anche se alcuni fattori continuano a minare la fiducia, in primis i rischi di una 'hard Brexit' e di una guerra commerciale globale, ha detto sabato a Washington il presidente Bce Mario Draghi.
Il Btp ha terminato in ribasso venerdì una seduta che ha visto lo spread stringersi a 234 punti base, minimo da settembre, e il rendimento del decennale portarsi a quota 2,35% come non accadeva dal maggio scorso. A deprimere il mercato nel finale dati inaspettatamente forti sulla crescita del credito e dell'export cinese a marzo, che hanno ridotto le preoccupazioni degli investitori sul rallentamento dell'economia globale. Lo spread riparte da 234 punti base, il tasso del decennale da 2,39%. Venerdì si è registrato anche un forte interesse da parte degli specialist per le riaperture dei Btp andati in asta il giorno prima.
Per il Giappone è essenziale alzare le imposte sulle vendite dall'8% al 10% per aumentare le entrate, dice l'Ocse, segnalando la necessità per il Paese di contenere la spesa sanitaria e aggiungendo che gli acquisti di Etf da parte di Banca del Giappone starebbero distorcendo il mercato azionario.
L'euro tiene dopo il rialzo di venerdì su flussi speculativi legati al Giappone.