CAFFE’ ESPRESSO

11 aprile 2019 - Oggi aste a medio lungo di Btp.

Come ampiamente previsto la Banca Centrale europea ha confermato i tassi di interesse a zero. Confermati anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,25% e il tasso sui depositi presso l'Istituto centrale a -0,40%. Meno previsto è il rinvio sugli aspetti tecnici relativi al nuovo Tltro: troppo presto per decidere su questo aspetto e sulla eventuale rimodulazione dei tassi. Il principale obiettivo del meeting, ha detto Draghi, è stato riaffermare la prontezza di agire se necessario. Draghi ha detto che la Bce considererà se l'impatto dei tassi negativi sul sistema bancario debba essere mitigato. Ha parlato di rischi ancora orientati al ribasso e ha detto che è necessario un ampio grado di politica accomodante, che Francoforte non tollererà un'inflazione troppo bassa. Ha aggiunto che la minaccia di dazi da parte del presidente Usa mina la fiducia generale: i rischi di una recessione rimangono bassi. La Bce è quindi pronta a utilizzare qualsiasi strumento, questo significa anche un eventuale riapertura del quantitative easing; soprattutto per questo motivo si è assistito ad una limatura dei tassi “core” Bund e Irs con il decennale tedesco che torna in negativo e con l'Irs 10 che si riaffaccia sotto 0,50%. L'euro perde leggermente terreno contro dollaro con quest'ultimo sostenuto dal dato sull'inflazione relativo a marzo che ha visto un'accelerazione dello 0,4% su mese e dell'1,9% tendenziale contro attese di 0,3% e 1,8%.

Sul fronte della carta italiana il Btp 10 anni scende al 2,39% livello più basso da 10 mesi con lo spread a 242 bps. Questo nonostante il FMI abbia tagliato le previsioni di crescita del Pil 2019 dell'Italia a un modestissimo +0,1% da +0,6% precedente. Dopo i segnali positivi o almeno migliori delle attese delle vendite al dettaglio di ieri, oggi è stata la volta della produzione industriale di febbraio a sorprendere positivamente registrando un aumento dello 0,8% su mese e dello 0,9% su anno. Entrambi i dati sono migliori delle stime degli economisti ferme a -0,8% e -1,1%; si tratta della seconda variazione congiunturale positiva dopo quattro mesi consecutivi di calo nella parte finale del 2018. Inoltre, è stato rivisto al rialzo il dato di gennaio a +1,9% da un preliminare a +1,7%. Anche dalla Francia segnali di ripresa dalla produzione industriale. Tutti piccoli segnali che per ora sembrano allontanare il pericolo di recessione ed alimentano qualche speranza di un'accelerazione dell'economia europea ed italiana nel secondo semestre, Trump permettendo.

Senza sorprese le minute dell'ultimo incontro del Fomc della Fed rese note stanotte che hanno confermato l’atteggiamento paziente della banca centrale riguardo a futuri rialzi dei tassi.

L'Unione europea ha dato a Londra altri sei mesi per lasciare il blocco, un rinvio superiore a quanto richiesto dalla premier Theresa May ma più breve di quanti molti volevano, grazie alla fiera resistenza della Francia. La Gran Bretagna non lascerà quindi l'Unione domani, come inizialmente previsto, vista la mancanza di un accordo. Né è chiaro al momento quando e se questo avverrà, con May che lotta per costruire in Parlamento il sostegno per l'uscita così come concordata nell'intesa raggiunta lo scorso anno.

Stati Uniti e Cina hanno dato il via libera ad un meccanismo che prevede la creazione di "uffici di rafforzamento" per implementare qualsiasi accordo raggiunto sul fronte commerciale.

Il Tesoro offre tra 6,25 e 7,75 miliardi di euro in Btp a 3, 7 e 15 anni. Debutta il nuovo 7 anni con scadenza luglio 2026, che staccherà una cedola del 2,1% rispetto a 2,5% dell'attuale benchmark novembre 2025. Ieri in chiusura sul mercato grigio il rendimento del nuovo Btp 7 anni scambiava in area 2,10% da 2,05% nell'asta di metà marzo. Ieri il Tesoro ha assegnato 6 miliardi di Bot annuali con rendimento 0,070% (da 0,060% di metà marzo). Emissioni anche in Spagna, dove il Tesoro offre titoli di Stato con scadenza luglio 2024, cedola 0,25%, e luglio 2035, cedola 1,85%.

I prezzi alla produzione cinesi sono saliti per la prima volta in nove mesi a marzo, uscendo dalla deflazione, in un segnale che gli sforzi del governo per sostenere l'economia stanno iniziando a rivitalizzare la domanda interna.

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