I dati sulla fiducia degli investitori istituzionali tedeschi (-3,6) sono risultati migliori delle attese (-11) e in netto miglioramento rispetto alla precedente rilevazione (-13,4). Anche a livello europeo si registra un miglioramento; in sostanza dopo la negatività dei mesi scorsi inizia a vedersi qualche sprazzo di sereno all’orizzonte (sei mesi). Il picco della negatività è forse alle spalle: l’allontanamento della Brexit (oggi si vocifera di una richiesta di rinvio di 9-12 mesi), il clima positivo sul negoziato Usa – Cina e la speranza di una Fed accomodante (termina la riunione) oltre a qualche miglioramento a macchia di leopardo sia in termini geografici sia in termini settoriali stanno contribuendo a far rinascere un po’ di ottimismo tra gli operatori finanziari. Sarà interessante verificare se dello stesso parere sono gli imprenditori (indici Pmi Ue e Ifo tedesco). L’impatto dello Zew per quanto limitato ad un paio di centesimi, c’è stato: il Bund 10 sale allo 0,10% e l’Irs 10 si porta appena sotto 0,60%. Nulla di eclatante ma sintomatico di un possibile rialzo dei tassi più consistente se nei prossimi mesi emergessero indici di fiducia e dati congiunturali in grado di far prevedere una ripresa economica importante nel secondo semestre. La carta italiana si lascia trascinare nel rialzo non riuscendo quindi ad approfittare del clima sempre positivo sui mercati azionari dove il settore bancario e quello delle infrastrutture sovraperformano l’indice generale.
A meno di dieci giorni dalla deadline del 29 marzo per l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue e alla vigilia del summit del blocco, May dovrebbe chiedere a Bruxelles un rinvio della Brexit di almeno tre mesi. Intanto, in un contesto in cui regna l'incertezza, tutte le strade restano aperte: da un cospicuo rinvio, all'addio con l'accordo di May, a un'uscita senza accordo e persino a un nuovo referendum.
Attesa in serata la conclusione del meeting del Fomc. Stando alle attese, la Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi e ridurre il numero dei rialzi previsti per il resto dell'anno.
Il rappresentante americano per il Commercio Robert Lighthizer e il segretario del Tesoro Steven Mnuchin intendono raggiungere la Cina la prossima settimana per un altro round di colloqui sul commercio con il vice premier cinese Liu He, come riferito da un funzionario dell'amministrazione Trump. Ieri il presidente Usa ha detto che i colloqui con la Cina stanno andando "molto bene" in una serie di dichiarazioni che contrastano con una notizia Bloomberg secondo cui funzionari cinesi hanno fatto "un passo indietro" rispetto ad alcune promesse su un potenziamento della tutela della proprietà intellettuale richiesto dagli Usa.
Relative al meeting del 22 e 23 gennaio in cui ha lasciato i tassi invariati ma ha tagliato le stime d'inflazione, le minute della Banca centrale giapponese hanno messo in evidenza il disaccordo tra i policymaker su quanto velocemente la BoJ debba potenziare il proprio stimolo. Se la maggior parte dei membri si è detta d'accordo sul mantenere l'attuale programma di stimolo, uno di loro ha detto che l'istituto deve evidenziare il fatto di essere pronto a un intervento "veloce, flessibile e coraggioso" tra cui un ulteriore allentamento monetario.
Dollaro in rialzo sulle indiscrezioni di nuove tensioni commerciali tra Usa e Cina anche se l'attesa per il meeting Fed limita i guadagni.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo febbraio