Continua il rialzo dei tassi Usa che a sua volta traina quelli europei (Bund 10 0,79%; Irs 10 1,21%): il rialzo ha avuto una prima accelerazione con i dati occupazionali Usa di venerdì 2 febbraio con i salari saliti oltre le attese ed una seconda accelerata ieri dopo il dato sull’inflazione americana più alta de consenso (indice dei prezzi Usa a gennaio è salito al 2,1% tendenziale:; attese 1,9%; 0,5% congiunturale: attese 0,3%; l’inflazione “core” a 0,3% e 1,8% supera leggermente le attese di 0,2%; 1,7%). A differenza della prima accelerazione che aveva visto le borse stornare pesantemente, l’ultima ha visto una certa indifferenza dei mercati azionari che anzi stanno salendo. Non spaventa più il Bond Usa 10 anni ormai in vista del 3%. L’avversione al rischio comunque non ha abbandonato il campo: basta vedere la forza dello yen che continua a guadagnare soprattutto contro usd nonostante il Giappone abbia riconfermato Kuroda a capo dell'istituto centrale per un altro mandato, e ha scelto un sostenitore di un allentamento monetario più audace, Wakatabe, come uno dei suoi vice, un significativo segnale agli investitori che i responsabili politici non hanno fretta di spegnere gli stimoli. La scelta di Wakatabe complica il compito di Kuroda di transitare lentamente ma solidamente il Giappone fuori dagli stimoli. La riassegnazione di Kuroda gli rende il più lungo mandato alla Banca del Giappone in mezzo secolo.
Dollaro scende al minimo dei 3 anni contro un paniere di valute, dirigendosi verso la sua maggiore perdita settimanale in due anni, poiché i fattori ribassisti hanno offuscato il potenziale sostegno alla valuta Usa derivante dai crescenti rendimenti del Tesoro. Scarso sembra invece l'impatto sullo yen della scelta dei vertici BoJ, malgrado rappresenti un segnale accomodante.
DATI MACROECONOMICI
USA
Licenze edilizie gennaio
Indice fiducia consumatori Università Michigan preliminare febbraio
ASIA
Cina, mercati chiusi per celebrazioni Capodanno (fino a 21 febbraio compreso).