Se l’umore dei mercati si vede dallo yen allora si può affermare che l’avversione al rischio è ancora presente: infatti l’euroyen è sceso sotto 133.
Il presidente Usa ha presentato il proprio piano di bilancio federale che prevede, tra l'altro, la mobilitazione di 200 miliardi di dollari di fondi per il rinnovo delle infrastrutture, capaci di stimolare 1.500 miliardi di investimenti in 10 anni.
Tra manovra fiscale che verrà finanziata – in parte – in deficit e il piano delle infrastrutture, il debito Usa è destinato ad incrementarsi: i tassi subiranno anche per questo una spinta al rialzo che – aumentando il costo del capitale per le imprese - limiterà l’impatto dela riforma fiscale. Il dollaro in una prima fase potrebbe anche trovare sostegno dal rialzo dei tassi ma poi l’aumento del deficit e del debito potranno iniziare a pesare. Se guardiamo alle variabili che interesseranno il dollaro potrebbe esserci quindi questa sequenza: tassi (dollaro si apprezza) –conti pubblici deficit e debito con focus su bilancia commerciale (dollaro potrebbe indebolirsi). Come sempre dipende dal timing: cioè, con che tempistiche si passerà l’attenzione da una all’altra variabile.
Resta condizionato alle speculazioni di una ripresa dell'inflazione a livello globale l'andamento del mercato obbligazionario tedesco, i cui rendimenti si sono mossi verso l'alto, in scia a quelli dei Treasuries Usa, con relativo irripidimento della curva nel tratto 2-10 anni. I titoli di Stato dei paesi della cosiddetta periferia dell'area euro hanno sovraperformato la carta 'core', in un contesto di migliore appetito per il rischio, come testimoniato dal rimbalzo delle borse, reduci dalla peggiore settimana in due anni.
Il rimbalzo delle borse sostiene i prezzi del greggio.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo gennaio
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Btp a 3 anni, scadenza 15/10/2020, cedola 0,20%; Btp a 7 anni scadenza 15/11/2024, cedola 1,45%; Btp a 30 anni scadenza 1/3/2048, cedola 3,45%.
EUROPA
Spagna, 6 e 12 mesi.