CAFFE’ ESPRESSO

1 febbraio 2018 - Toni hawkish dalla Fed.

Arrivato il verdetto del comitato di politica monetaria di Federal Reserve, l'ultimo dell'era Yellen che, come atteso, ha lasciato i tassi invariati a 1,25-1,50%. L'istituto centrale Usa ha sottolineato un probabile prosieguo dell'innalzamento dell'inflazione nel corso dell'anno, quindi durante il mandato di Powell. Citando un rialzo dell'occupazione, delle spese dei consumatori e degli investimenti, la Fed ha detto di aspettarsi un'economia ancora in espansione e che il mercato del lavoro resti solido nel 2018. Dollaro sostenuto dai toni hawkish della Fed, attende dai prossimi dati ulteriore slancio.
Le dichiarazioni della Fed hanno determinato un appiattimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro Usa.

L’inflazione flash europea relativa al mese di gennaio è stata dell’1,3% in discesa rispetto a dicembre (1,4%) ma in linea con le attese. La stima flash prevede il solo dato tendenziale e non il congiunturale che comunque dovrebbe essere pari a -0,9% (a gennaio pesa l’effetto saldi così come a luglio; la media dei mesi di gennaio e luglio degli ultimi 5 anni è rispettivamente -1,2% e -0,6%). Tuttavia l'inflazione 'core' della zona euro, uno degli indicatori maggiormente monitorati dalla Bce, ha mostrato un'accelerazione a 1,2% da 1,1% del mese precedente. Il mercato non si è praticamente mosso. Alcuni operatori soprattutto ieri, hanno approfittato per rivedere le posizioni rialziste sui tassi dopo l’accelerazioni delle recenti sedute che avevano portato il Bund 10 allo 0,72% (oggi 0,67%); 0,70% è considerato un livello significativo nel senso che è visto come resistenza o come parte superiore del range 0,50%-0,70% di riferimento per la prima parte del 2018 per poi accelerare successivamente man mano che si consolideranno le attese di un fine QE. Anche il discorso sull’unione da parte di Trump non produce variazioni sui tassi e neppure la stima Adp, maggiore del consenso, sui nuovi occupati nel solo settore privato nel mese di gennaio in Usa, tradizionale anticipatore dei numeri ufficiali sul mercato del lavoro americano (venerdì).

DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Markit, indice Pmi manifatturiero finale gennaio (10,00) - attesa 59,6.

USA
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione.
Markit, indice Pmi manifatturiero finale gennaio.

Indice Ism manifatturiero gennaio (16,00) - attesa 58,8.

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