Appuntamento chiave della giornata sarà la riunione di politica monetaria della Bce, con la successiva conferenza stampa di Draghi. Gli investitori sono posizionati su una graduale riduzione dello stimolo monetario da parte di Francoforte, aspettativa rafforzata anche dagli ottimi dati recenti dal fronte economico europeo (come i Pmi di gennaio, diffusi ieri); ma non sono attese già per oggi modifiche alla 'forward guidance' che invece potrebbero esserci alla riunione di marzo quando saranno disponibili anche le nuove stime trimestrali della banca centrale .
Il balzo dell'euro - salito ai massimi da oltre tre anni sul dollaro oltre 1,24 - potrebbe contribuire a una maggiore cautela da parte della Bce, sconsigliando a Draghi dichiarazioni troppo nette su imminenti cambi di rotta della politica monetaria. A premere sul cambio sono state anche le parole del segretario al Tesoro Usa che da Davos si è espresso a favore di un biglietto verde più debole che rappresenta un fattore positivo per il commercio americano.
Tra i dati macroeconomici della giornata spicca l'Ifo, sulla fiducia delle imprese tedesche:
Non si ferma la salita dell'eurousd, nonostante l'approssimarsi dell'appuntamento con la Bce. Il cambio si è spinto stamane fino a 1,2459, a nuovi massimi da dicembre del 2014. Il biglietto verde si conferma debole sullo yen dopo il deprezzamento dell'1% di ieri: cambio a 108,79/82 il livello più basso da quattro mesi. Invariato invece l'euroyen a 135,50 circa una figura sotto il picco di inizio anno di 136,62.
Prezzi petroliferi in sensibile rialzocon il Brent che tocca i 71 dollari per la prima volta dal 2014.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice Ifo gennaio
USA
Nuove richieste settimanali sussidi disoccupazione.
Leading indicator dicembre .
ASTE DI TITOLI DI STATO
USA
7 anni.