L'indagine Sentix che misura il clima di fiducia tra gli investitori della zona euro sale decisamente oltre le attese a novembre, toccando il massimo di oltre 10 anni. L'indagine relativa alla sola Germania è balzata al massimo di tutti i tempi. L'indice Pmi finale composito ha visto un calo a 56,0 a ottobre rispetto al 56,7 di settembre, dopo il 55,9 della stima 'flash' e ben oltre la soglia di 50 che separa crescita da contrazione. L'economia della zona euro ha perso un po' di slancio in ottobre ma la crescita resta comunque solida. La crescita dei nuovi ordini ha accelerato nonostante le aziende abbiano aumentato i prezzi al ritmo più rapido dalla metà del 2011. L'indice dei prezzi alla produzione è salito al massimo di sette mesi a 53,1 da 52,7. Testimonianza del rialzo dei prezzi alla produzione sono i dati relativi a settembre che vedono un rialzo dello 0,6% mensile e 2,9% tendenziale superiori alle attese rispettivamente di 0,4% e 2,8%. E’ vero che i dati non sono considerati market movers ma è anche vero che avrebbero dovuto arrestare il calo dei tassi europei iniziato dopo l’ultima riunione Bce. Invece il Bund 10 continua a vedere scendere il rendimento a 0,34% e l’Irs 10 allo 0,82%. Dopo il mini rally delle ultime sedute il Btp tenta di stabilizzarsi sui minimi (1,78%). L’euro resta debole e vulnerabile e il prezzo del petrolio continua a salire: il rialzo da metà 2017 è nell’ordine del 35%. Sono elementi che in prospettiva dovrebbero facilitare il rialzo dei tassi europei che per ora continuano ad essere condizionati – e lontani dal loro fair value – per via del QE.
CAFFE’ ESPRESSO
7 novembre 2017 - La fiducia europea ai massimi non riesce ad aiutare l'euro.
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