Sarà un giovedì ad alta tensione vista la concomitanza della riunione Bce, delle elezioni in Gran Bretagna e dell’audizione dell’ex direttore dell’Fbi che potrebbe mettere in difficoltà Trump. Per ora le borse europee sono leggermente positive, poco mossi i tassi con lo spread fermo a 200 bps, eurousd stabile mentre lo yen perde lievemente terreno dopo gli ampi guadagni dei giorni scorsi.
La giornata di ieri è stata movimentata da un'indiscrezione secondo cui la Banca centrale europea, anziché orientarsi verso una politica monetaria più restrittiva al meeting di oggi, si sta preparando a tagliare le sue stime sull'inflazione. Il rialzo dell’euro degli ultimi mesi è in parte dovuto alla prospettiva che un rafforzamento dell'inflazione spingerà la Bce ad alzare i tassi a inizio 2018. Ma a fronte di un rallentamento della dinamica dell'inflazione e alla luce degli ultimi dati della zona euro, le prospettive stanno cominciando a cambiare. Secondo le citate indiscrezioni le stime dello staff della Bce per l'inflazione relative ai prossimi tre anni verranno ridotte a 1,5% da rispettivamente 1,7%, 1,6% e 1,7% di marzo. La forward inflation 5y5y, parametro molto seguito dalla Bce per le proprie decisioni di politica monetaria, dopo aver sfiorato 1,7% nei mesi scorsi oggi è a 1,57%. Sarebbe quindi coerente con una revisione al ribasso dell’inflazione. Le nostre proiezioni vedono un’inflazione scendere nei prossimi mesi dall’1,9% di aprile all’1,2% con un dato tendenziale 2017 dell’1,5%. Ipotizzando variazioni mensili 2018 simili a quelle 2017 a livello di media annua, l’inflazione 2018 verrebbe proiettata in area 1,5%. Certo che se le indiscrezioni venissero confermate, il segnale sarebbe inequivocabile: la Bce non avrebbe nessuna fretta a modificare la politica monetaria.
Il Tesoro italiano nonostante la fase di mercato non sia delle più agevoli, ha rotto gli indugi, decidendo di emettere via sindacato un nuovo Btp 30 anni da 6,5 miliardi, con scadenza marzo 2048, a condizioni generose (10 bps in più rispetto al Btp marzo 2047). Evidentemente, però, rimandare l'emissione in autunno - vista la possibilità di elezioni anticipate - avrebbe reso l'operazione di più difficile gestione. A settembre, inoltre, la Banca centrale europea nella riunione del sette, potrebbe far chiarezza sul percorso di uscita dall'attuale orientamento ultraccomodante. I livelli di prezzo di collocamento hanno attratto una copiosa domanda (ordini per poco meno di 24 mld). Il ministero dell'Economia ha deciso quindi di sfruttare prima finestra utile, anticipando la densa giornata di domani, quando il duplice appuntamento con le elezioni britanniche, il consiglio della Banca centrale europea e l’audizione dell’ex direttore Fbi, potrebbe sollevare non poca volatilità. Considerando l'emissione odierna, che ha tra l’altro l’obiettivo di mantenere quantomeno invariata la vita media del debito a 6 anni e 9 mesi a fine 2017, il Tesoro ha compleTato quasi il 51% del funding atteso per il 2017, intorno ai 435 miliardi di euro. I titoli italiani presenti sul segmento lunghissimo ad oggi sono il marzo 2047, cedola 2,70% - che sul secondario offre un rendimento in area 3,40% - e il Btp 50 anni marzo 2067, cedola 2,8%, che offre un rendimento in area 3,60%; quello del nuovo trentennale avrà un rendimento che si attesterà in area 3,50%.
Il punto sulle elezioni UK: alle urne dalle 7 alle 22, ora locale (dalle 8 alle 23 ora italiana). Lo spoglio avverrà nel corso della notte e il risultato è atteso nelle prime ore di domattina. Nell'ultimo giorno di campagna elettorale i sondaggi davano i Tory in vantaggio, con un margine che tuttavia è andato ad assottigliarsi nell'arco delle ultime tre settimane.
Inattesa e ampia revisione al ribasso del dato sul Pil giapponese del primo trimestre, a causa di un aggiustamento sfavorevole dell'andamento delle scorte delle imprese, a sottolineare la fragilità dell'espansione del Paese, tutta basata sull'export.
Import ed export sopra le stime in Cina nel mese di maggio, nonostante i prezzi in discesa delle materie prime.
Prezzi del petrolio in risalita oggi dopo l'ampio calo subito nella seduta di ieri a seguito dei dati ufficiali sulle scorte Usa, tornate a sorpresa a salire la settimana scorsa, per la prima volta in dieci settimane, risvegliando i timori di un'eccesso d'offerta sul mercato.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Revisione Pil trim1
USA
Richieste settimanali sussidi di disoccupazione
EUROPA
Zona Euro, riunione consiglio Bce a Tallinn; seguono annuncio tassi