CAFFE’ ESPRESSO

30 gennaio 2020 - Fed mantiene stabili i tassi ufficiali

Positiva la carta italiana che sovraperforma quella degli altri paesi europei in un contesto che vede gli investitori allettati dai rendimenti dei Btp dopo le rassicurazioni sul fronte politico giunte dalle Regionali di domenica. In mattinata il differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale si è spinto fino a 138 punti base, minimo da inizio novembre, mentre il tasso del decennale ha toccato un nuovo minimo dalla stessa data a 0,98%. In leggero rialzo il Bund e l’Irs rispetto ai minimi di ieri; il 10 anni tedesco sale a -0,37% dopo il -0,40% di ieri e l’Irs 10 ritorna in positivo (+0,01%). Il trend sul Btp verrà messo alla prova dalle aste a medio lungo di domani. Per il Btp da un punto di vista tecnico c’è la possibilità, se venisse confermata la rottura del supporto dell’1% di proseguire con obiettivo 0,75% livelli su cui circa si era spinto a metà settembre in occasione del meeting Bce in cui vennero annunciati nuovi stimoli monetari. Tuttavia è più plausibile che si possa andare verso una fase laterale a cavallo di 1% prima di assistere ad un’accelerazione del rally della carta italiana. Intanto la fiducia dei consumatori italiani e tedeschi supera le attese.

In linea con le attese del mercato, al termine del meeting Fomc ieri sera l'istituto centrale Usa ha lasciato i tassi invariati all'1,50-1,75% con un voto unanime. Anche la diagnosi sullo stato dell'economia statunitense è rimasta sostanzialmente invariata: una crescita moderata accompagnata da un robusto mercato del lavoro e da un'inflazione ancora troppo bassa. Il direttivo della Fed ha però aumentato all'1,50% dall'1,45% il tasso per i reverse repo e all'1,60% dall'1,55% - 10 punti base e non più 5 al di sopra del minimo del corridoio dei tassi ufficiali - quello pagato sulle riserve. Si è trattato di "aggiustamenti tecnici", ha spiegato il presidente Jeremy Powell in conferenza stampa, che "non costituiscono un cambiamento nell'orientamento di politica monetaria" ma contribuiscono a migliorare il trading nel mercato dei federal funds. Quanto ai timori sul diffondersi del coronavirus, che negli ultimi giorni hanno scosso i mercati, Powell ha riconosciuto che l'epidemia introduce un elemento di incertezza aggiungendo che sarebbe prematura al momento una valutazione degli effetti sull'economia.

Una prima valutazione sull'impatto del virus sull'economia cinese è giunta invece ieri da un economista del governo di Pechino secondo il quale la crescita del Paese nel primo trimestre potrebbe scendere sotto il 5%, rischiando di portare alla introduzione di ulteriori misure di stimolo.

Alla vigilia dell'addio di Londra al blocco europeo, la Banca centrale britannica concluderà oggi il proprio meeting di politica monetaria, l'ultimo che vedrà Carney nei panni di governatore. Le attese del mercato non sono per un intervento sui tassi anche se, secondo opinione diffusa, esiste la concreta possibilità di un taglio del 'bank rate' dopo una serie di dati macro più deboli del previsto.

Appuntamento di primo piano con le aste di Btp a 5 e 10 anni e del nuovo Ccteu dicembre 2023 di cui verranno offerti fino a 8,75 miliardi di euro con rendimenti visti in calo. Ieri in chiusura il tasso del titolo a 5 anni scambiava a 0,37% da 0,61% dell'asta di fine dicembre, mentre il tasso del Btp decennale a 0,96% da 1,35% del precedente collocamento.

Occhi puntati dal lato macro sulla stima preliminare dell'inflazione tedesca di gennaio. Il dato -- che dovrebbe mettere a segno un incremento annuo a 1,7% dal precedente 1,5% -- è strettamente monitorato dalla Banca centrale europea. Diffuso la scorsa settimana, il sondaggio a cura dei 'professional forecasters' Bce ha mostrato che Francoforte mancherà ancora il suo obiettivo di un'inflazione poco al di sotto del 2% almeno fino al 2022. E proprio il target inflativo sarà uno dei temi della 'stategic review' cui ha dato il via Lagarde all'ultimo meeting.

A completare la ricca offerta macro europea l'economic sentiment del blocco che a gennaio, stando alle attese, dovrebbe mettere a segno un marginale miglioramento a 101,8 dal precedente 101,5.

Infine dagli Stati uniti giungerà la stima 'advance' del Pil del quarto trimestre: le attese sono per un +2,1% in linea con quella del trimestre precedente, ad un tasso moderato abbondantemente sotto al target annuo del 3% fissato da Trump.

Anche lo yuan cinese, stabile ieri, ha ricominciato a calare con un -0,2% contro dollaro. Lo hanno seguito le valute più correlate al commercio nella regione: dollaro australiano, dollaro neozelandese e won coreano sono tutti in ribasso mentre yen e franco svizzero restano saldi beneficiando della fuga degli investitori verso divise considerate più sicure in momenti di crisi.

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