Calo sui tassi di interesse, calo condizionato dal clima di incertezza legato al coronavirus dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha alzato l’allerta a “elevata” da “moderata”. Le borse europee si muovono in ordine sparso con quella italiana e francese leggermente sopra la pari e quella tedesca sotto. Il Bund 10 scende a -0,40% un livello che non rispecchia le prospettive di crescita e inflazione: tenderemmo a considerare sostanzialmente terminata su questi livelli la discesa del tasso decennale. Stessa considerazione per l’Irs 10 che scende in territorio negativo. Il rischio su questa ipotesi è che ci sia un escalation dell’epidemia e che emerga la responsabilità del governo cinese nel coprire i veri dati. Continua l’ottimo momento della carta italiana nonostante la giornata di aste: il Btp 10 anni scende all’1% con lo spread a 140 bps. Il rendimento del BTP 10 anni scende quindi sotto l'1% per la prima volta dallo scorso novembre. In poco più di una settimana è passato da 1,45% (massimo degli ultimi cinque mesi) a 0,99% di oggi (minimo degli ultimi tre mesi). Lo spread Btp/Bund tedesco si è ristretto pesantemente da 170 a 139 punti base. E si è ridotto anche lo spread nei confronti degli altri paesi periferici: Btp/Bonos spagnoli oggi 75 punti base da 100 di metà dicembre. Un clima politico più sereno potrebbe permettere un ulteriore restringimento degli spread vs Germania e altri periferici.
Il rendimento del Treasury a 10 anni ha chiuso ieri a 1,65% dopo aver toccato un minimo a quota 1,57% dando luogo brevemente all'inversione della curva dei tassi per la prima volta da ottobre su timori legati al virus cinese. L'inversione della curva - titoli lunghi che rendono meno di titoli brevi - è generalmente considerata il segnale di una recessione alle porte.
E' un nulla di fatto sui tassi quello che il mercato attende dalla Fed questa sera, al termine della consueta due giorni di politica monetaria. Lo stesso Powell ha recentemente ribadito come prima di qualunque ritocco dei saggi sia necessaria una significativa rivalutazione dell'outlook economico Usa, con gli ultimi dati macro che continuano a segnalare una crescita intorno al 2% e bassa disoccupazione. Secondo alcuni analisti, però, il Fomc potrebbe comunicare questa sera un lieve incremento degli interessi pagati sugli eccessi di riserve, ossia un leggero rialzo dell'IOER. Si tratterebbe di un modo per aumentare "de facto" i tassi sui federal funds, attualmente nella parte bassa del range fissato dalla Fed, ma senza toccare le leve di politica monetaria. I membri del direttivo della banca centrale Usa hanno già discusso tale possibilità nel loro ultimo meeting a dicembre. Intanto in un tweet Donald Trump è tornato a chiedere un nuovo ribasso dei tassi, asserendo che ciò consentirebbe di ripagare il debito Usa.
Anche la Banca centrale del Giappone, come mostrano oggi le minute del suo ultimo board, sta pensando ad una revisione della cornice della sua politica monetaria come già fatto da Fed e Bce, che hanno riconsiderato i rispettivi target sull'inflazione proprio per evitare la cosiddetta "giapponificazione" - termine usato per descrivere il prolungarsi di una condizione di deflazione e bassa crescita.
Il bilancio delle vittime del nuovo coronavirus in Cina è balzato ieri a quota 132 con circa 1.500 contagiati.
Yen e franco svizzero stabili dopo il rialzo di ieri, mentre lo yuan offshore è poco mosso non lontano dai minimi di un mese. Sterlina alla sua quinta seduta in calo su timori legati ai rapporti commerciali con l'Ue dopo la Brexit, in un mercato cauto che attende le decisioni della Banca centrale inglese (BoE) domani.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, fiducia consumatori gennaio (10,00)
Istat, fiducia imprese gennaio (10,00).
Istat, prezzi alla produzione dell'industria e delle costruzioni dicembre