I tassi Irs e i Bund restano schiacciati sui minimi di periodo raggiunti dopo l’ultima riunione Bce. Il tasso interbancario a 10 anni è allo 0,58%; il decennale tedesco è intrappolato nel range 0%-0,20%. L’assist fornito dalla Bce per la discesa dei tassi potrebbe rimanere isolato (unica mossa) nel 2019; per ora difficile intravvedere spunti per un rialzo dei tassi così come per ulteriori ribassi. Statisticamente fasi laterali prolungate prive di direzionalità precedono periodi di intensa volatilità. Fintanto che le incertezze rimarranno difficile immaginare movimenti significativi: se gli elementi di rischio sullo scenario si andassero dissolvendo allora potremmo assistere ad un significativo rialzo dei rendimenti Irs e dei titoli tedeschi. Gli elementi di rischio sono la Brexit, i dazi, l’Italia e la ripresa globale. I rialzi dei tassi Fed che sono stati uno degli elementi che hanno contribuito a far scendere le borse nel 2018, dovrebbero essere sospesi (mercoledì riunione Fed). Intanto dell’aumento della propensione al rischio si avvantaggiano i Btp: il 10 anni scende al 2,44% minimo da maggio 2018, lo spread è ai livelli di settembre 2018 (235 bps). Questo clima potrebbe consentire un ulteriore rientro dello spread (obiettivi a 220 bps). Il rialzo in borsa del comparto bancario aiuta il rientro dello spread. Intanto venerdì l'agenzia di rating statunitense Moody’s ha lasciato invariato il proprio giudizio sul rating sovrano italiano a 'Baa3' con outlook stabile dopo il downgrade di un notch del rating operato lo scorso ottobre. Il prossimo appuntamento è quello con S&P che sarà chiamata a pronunciarsi sul rating sovrano (attualmente 'BBB' con outlook negativo) il 26 aprile, a un mese esatto dalle elezioni europee.
Si riunisce oggi, sino a domani, il consiglio esecutivo della Federal Reserve. Le attese sono di tassi invariati e il mantenimento di un approccio "paziente" in politica monetaria. Dati deboli sulla manifattura Usa la scorsa settimana hanno rafforzato questo scenario. Il mercato aspetta anche dettagli circa eventuali piani della banca centrale sullo stop alla riduzione della quantità di bond in portafoglio (3.800 miliardi di dollari).
Settimana cruciale per la Brexit. Domani il parlamento sarà nuovamente chiamato a esprimersi sull'accordo raggiunto dalla premier Theresa May con Bruxelles, ma il governo dovrà presentare un testo diverso da quello su cui è stato sconfitto la settimana scorsa come richiesto ieri sera dallo speaker della Camera dei Comuni. Il giorno seguente è poi in programma il Consiglio Ue in cui i leader europei prenderanno in esame la richiesta britannica di rinvio del divorzio oltre la scadenza del 29 marzo.
Il piano del governo tedesco per il budget 2020 si basa su un aumento di spesa dell'1,7% a 362,6 mld di euro, ma prevede anche tagli ai costi dei ministeri per evitare l'aumento del debito date le previsioni di rallentamento economico, secondo quanto riferito ieri da fonti del ministero delle Finanze. L'esecutivo stima una crescita di 1% quest'anno, quasi dimezzata rispetto al +1,8% inizialmente prospettato, aggiungono le fonti. I tagli ai ministeri ammonteranno a 625 milioni di euro all'anno.
E' atteso per questa mattina l'indice Zew sulla fiducia degli investitori tedeschi a marzo. Le attese sono di una risalita a -11 dal -13,4 di febbraio. L'istituto aveva segnalato il mese scorso di non prevedere comunque al momento una rapida ripresa dell'economia tedesca dall'attuale fase di debolezza.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice fiducia economia Zew marzo.
USA
Revisione beni durevoli gennaio.
Ordini industria gennaio.
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Zona euro, anticipazione bollettino economico Bce.
Zona euro, intervento Praet (Bce)
GIAPPONE
Banca centrale pubblica verbali riunione politica monetaria 22/23 gennaio.