Le ben note vicende finanziarie di agosto (crisi dei debiti sovrani, crollo delle borse, ecc.) insieme alla delusione per i dati occupazionali di venerdì scorso hanno avuto come effetto principale il crollo dei rendimenti governativi USA e Germania e il forte rialzo di quelli italiani.
Le cause sono da ricercarsi nelle ultime evidenze congiunturali, da cui emerge il chiaro rallentamento dell’economia americana ed europea: il PIL di Usa, Germania e Francia del secondo trimestre delude le attese. Tutti i principali indici anticipatori sono orientati al ribasso e in alcuni casi (PMI manifatturiero UE) evidenziano una fase di contrazione. Diventa più difficile in caso di rallentamento o di colpo di coda recessivo rimettere in ordine i conti pubblici.
L’effetto sui tassi per le imprese è di duplice natura e paradossalmente di segno opposto: scendono i costi per chi è già indebitato, a seguito del venir meno delle previsioni di rialzo dell’Euribor (e dell’emergere anzi di possibilità di una sua riduzione); salgono invece per chi deve indebitarsi, a seguito del robusto rialzo degli spread sul funding a medio/lungo termine.
A livello di rendimenti governativi, si segnalano nuovi minimi storici toccati a fine settimana dal Bond USA e dal Bund tedesco decennali dopo che la lettura dei payroll statunitensi ha messo in luce un inatteso arresto delle assunzioni in agosto: il Bond Usa 10 è sceso ieri al 2,05% (2,75% ad inizio agosto) e il Bund 10 è arretrato appena sotto il 2% (2,50% ad inizio agosto). Il nostro BTP, dopo aver raggiunto il 6,25% (con spread sul Bund al 4,15%), è stato “salvato” dalla BCE e sostenuto anche da altre banche centrali. Tale sostegno, tuttavia, non è riuscito a fugare le perplessità dei mercati che oggi spingono lo spread oltre i 320 bps.
I tassi IRS hanno seguito quasi per intero il calo dei Bund tedeschi e le scadenze 3 – 5 – 10 anni segnano oggi nuovi minimi (ma non storici) dell’1,55%, 2% e 2,7%. A inizio agosto gli stessi tassi erano 2,10% - 2,45% - 3,15%.
I tassi Future Euribor 3 mesi, che già avevano iniziato a flettere robustamente a luglio, hanno registrato un ulteriore calo sulle scadenze 2012 e seguenti. L’odierno Euribor 3 mesi all’1,54% è stato visto dal mercato calare all’1,23% per fine anno e nella fascia 1,05% - 1,15% per tutto il 2012. Tali livelli sono compatibili con un ribasso del P/T BCE di almeno 0,25% dall’attuale 1,50%, anche se questa eventualità risulta in contrasto con le affermazioni di Trichet, che considera ancora fortemente espansivo l’attuale livello dei tassi.
Il forte incremento del rischio Italia comporta un drastico peggioramento delle condizioni di funding a medio/lungo termine per le banche italiane. Si tratterà di capire quanto le rispettive banche abbiano “provvista già in casa” alle condizioni di spread dei mesi scorsi e quando dovranno iniziare a ricorrere a operazioni di raccolta alle attuali onerosissime condizioni.
Per le banche peggiorano le condizioni di funding a medio/lungo termine
Per i maggiori istituti si prospetta un costo di raccolta prospettico di oltre il 3% dai 3 anni in poi (il costo non sale più di tanto al crescere della durata della provvista). A tale costo va aggiunto ovviamente lo spread da applicare all’impresa.
Salvo andare a verificare l’operatività effettiva nel corso delle prossime settimane, si prospettano livelli di spread anche per le primarie imprese, in una fascia compresa tra il 3% e il 3,50% tra i 3 e i 10 anni sui finanziamenti a medio-lungo termine. Il 4% e oltre di spread potrebbe risultare del tutto normale per un’impresa di medio standing.
Sui leasing, riteniamo possibile spuntare spread lievemente sotto il 3% solo su operazioni non rilevanti e presso società di leasing più piccole. Il 3% risulta invece il pavimento. Anche in questo comparto il 4% costituirà un normale riferimento per imprese di medio standing.
Sul breve termine (forme commerciali in particolare) non si segnalano al momento movimenti degli spread. Tale comparto consente anzi di mitigare sensibilmente le condizioni di provvista anche in relazione alle ribaltate previsioni circa l’andamento dell’Euribor.
Le aziende che già hanno in essere operazioni di finanza a medio/lungo o leasing a tasso variabile, hanno l’opportunità di fissare condizioni di tasso fisso decisamente interessanti, alle correnti quotazioni dei tassi IRS. Una provvista a 3 anni ammortizzata può essere convertita in un fisso dell’1,45% circa (riferimento tasso trimestrale 365/360, contro Euribor 365/360). Un 5 anni all’1,70%; un 10 anni al 2,25%. Tali tassi sono ottenibili con la copertura parallela, fermo restando lo spread sull’Euribor pagato sulla provvista sottostante (per aggiornamenti, www.aritma.eu).