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Editoriali e Notizie Finanziarie

Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

Per capire quelle che sono le condizioni del mercato interbancario, cioè quanto le banche si fidano una dell’altra, si guarda al delta tra Euribor e tasso Ois, acronimo di overnight index swap che rappresenta il “livello medio atteso” del tasso overnight nel periodo di swap. La differenza tra i due tassi rappresenta il premio al rischio sul mercato interbancario: più è alto più il mercato è in tensione. La differenza tra Euribor 3 mesi-Ois 3 mesi è salita al picco dell’1,80% circa post Lehman Brothers per scendere successivamente, accelerando la discesa dall’ultima riunione Bce di inizio aprile, fino all’attuale 0,55%. Tale livello per quanto incoraggiante è ancora lungi da poter essere definito di normalità (era di pochi centesimi a inizio estate ’07 prima della crisi dei mutui subprime).  Questa premessa è necessaria per interpretare quelli che potrebbero essere i futuri livelli dell’Euribor. Con la Bce che sembra ormai aver quasi terminato di tagliare (possibile a maggio un’ultima sforbiciata di 0,25% con P/T Bce all’1%), l’ulteriore calo dell’Euribor sarà condizionato dal contestuale rientro delle tensioni interbancarie.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

In Europa gli indici di fiducia (Zew, Ifo e Pmi) sono risultati migliori delle attese lasciando intendere che la recessione in corso sia arginata. Tali indici tuttavia sono sempre su livelli bassi che segnalano ancora una contrazione della crescita nei prossimi trimestri, anche se inferiore rispetto a quanto registrato nei primi tre mesi ’09 (–2,5%). In Usa i dati hanno invece deluso le aspettative e la Fed ha rivisto al ribasso le sue precedenti stime per il ’09-’10 (attualmente Pil ’09 tra –2 e –1,3%; ’10 tra 2 e 3%). A condizionare l’andamento dei tassi, in particolare quelli a medio-lungo termine è stata tuttavia la messa sotto osservazione del debito Uk da parte di S&P (potenziale futura perdita del rating tripla A) che ha posto sotto i riflettori l’effettiva capacità di rientro dall’eccesso di debito che i vari governi stanno creando nel tentativo di rianimare l’economia.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

Per capire quelle che sono le condizioni del mercato interbancario, cioè quanto le banche si fidano una dell’altra, si guarda al delta tra Euribor e tasso Ois, acronimo di overnight index swap che rappresenta il “livello medio atteso” del tasso overnight nel periodo di swap. La differenza tra i due tassi rappresenta il premio al rischio sul mercato interbancario: più è alto più il mercato è in tensione. La differenza tra Euribor 3 mesi-Ois 3 mesi è salita al picco dell’1,80% circa post Lehman Brothers per scendere successivamente, accelerando la discesa dall’ultima riunione Bce di inizio aprile, fino all’attuale 0,55%. Tale livello per quanto incoraggiante è ancora lungi da poter essere definito di normalità (era di pochi centesimi a inizio estate ’07 prima della crisi dei mutui subprime).  Questa premessa è necessaria per interpretare quelli che potrebbero essere i futuri livelli dell’Euribor. Con la Bce che sembra ormai aver quasi terminato di tagliare (possibile a maggio un’ultima sforbiciata di 0,25% con P/T Bce all’1%), l’ulteriore calo dell’Euribor sarà condizionato dal contestuale rientro delle tensioni interbancarie.

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Le previsioni sui tassi EURIBOR e IRS

La Bce ha tagliato il P/T di 0,25% contro le attese della maggior parte degli economisti che si attendevano una riduzione di mezzo punto. Il P/T da mercoledì prossimo (entrata in vigore della manovra) passerà dall’attuale 1,5% all’1,25%. La Bce nel suo comunicato ha ribadito la possibilità di nuovi tagli fin dalla prossima riunione di inizio maggio, riunione in cui verranno prese anche altre misure “non convenzionali”. Per il momento, tuttavia, i mercati restano decisamente dubbiosi su tale possibilità.

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Impatto Irlanda sull’Eurousd: meno 5% in una settimana.

Dopo la puntata fino a sfiorare 1,43 (4 novembre) in seguito dell’annuncio della manovra Fed di un nuovo allentamento monetario, il cross EURO/USD è scivolato in modo deciso portandosi sino a 1,36 perdendo circa il 5% in una sola settimana. I dati positivi Usa sulla bilancia commerciale e sui sussidi di disoccupazione resi noti la scorsa settimana hanno solo marginalmente contribuito alla ripresa del Dollaro. Argomento di maggior rilievo è stato invece l’affioramento di preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici di alcuni Paesi periferici europei che hanno pesantemente inciso sulla debolezza dell’Euro. In particolare i mercati hanno portato al centro dell’attenzione la difficile situazione in Irlanda.

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La Fed decide di acquistare Treasury e il Dollaro perde terreno.

La maggior offerta di Dollari a seguito dell’annuncio della Fed di acquistare Treasury per 600 mld entro giugno 2011, ha indebolito il biglietto verde nonostante i dati occupazionali abbiano segnalato la creazione di 151mila nuovi posti di lavoro in Usa nel mese di ottobre.

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