Decisamente positiva la reazione dei mercati alle parole di Draghi post riunione Bce, che ha mantenuto invariato il livello dei tassi ufficiali (pronti contro termine 0,75%). Le borse hanno ampliato i guadagni della mattina (Italia +4,30%) ed i rendimenti dei “periferici” si sono mossi ancora al ribasso accentuando il trend degli ultimi giorni. Hanno contribuito ad aumentare la propensione al rischio alcune notizie positive provenienti da oltreoceano (diminuzione domande di sussidi di disoccupazione e indice di fiducia “ISM” sui servizi migliore delle attese) con conseguente rialzo anche della Borsa americana.
I Btp 2 anni scendono al 2,5% circa i 3 anni al 3% e anche la parte a lungo termine trae beneficio con il decennale vicino al 5,30%, livello che non si vedeva da aprile. Decisamente interessante la performance dei titoli a 2 anni se si pensa che a luglio veleggiavano intorno al 4% con un picco al 4,6%. Riteniamo che gli attuali livelli, anche se non sono ai minimi dell’anno (inizio marzo 1,7% per il 2 anni), possano a questo punto essere accettabili per il Tesoro italiano. Probabilmente sarà opportuno aumentare le emissioni a breve con assunzione del rischio di rinnovo alla scadenza. Ma intanto, se la carta a lungo viene ad essere più rara, i corrispondenti rendimenti potranno beneficiarne, anche se sarà ovviamente essenziale che l’Italia dimostri saper mantenere il timone dritto verso il risanamento.
Gli spread Btp-Bund scendono su tutte le scadenze portandosi sotto il 3,80% sui 10 anni, livello abbandonato in aprile. Grande sollievo specie in confronto alle punte registrate prima della pausa estiva (5,30% il 24 luglio): grafici e serie storiche sul sito.
Sintetizziamo quanto detto da Draghi. Il consiglio direttivo Bce deciderà sull’avvio, la continuazione e la sospensione degli acquisti illimitati di titoli di stato per calmierare gli spread. Gli acquisti si concentreranno sulla parte 1-3 anni questo perché è la durata più efficace da prendere di mira, in quanto è vicina ai tassi usati per il credito alle imprese e perché in un certo senso è simile alla scadenza Ltro (pronti contro termine straordinari a 36 mesi fatti dalla Bce per oliare il mercato interbancario).
Il programma di acquisti è stato battezzato «Outright Monetary Transactions». Il primo aspetto è la sua «stretta condizionalità»: le manovre della Bce partiranno solo dopo che al Paese beneficiario sarà stato attivato o un piano di aiuti vero e proprio, con un piano di aggiustamenti e riforme, o una sua versione ammorbidita che comunque implichi acquisti calmieranti di bond alle aste di emissione da parte dei fondi anti crisi Efsf (European Financial Stability Facility) e Esm (European Stability Mechanism) . Questo programma sostituisce il Securities Markets Programme (Smp), varato durante da Trichet nell’estate 2011 (acquistati oltre 200 mld di titoli che resteranno in bilancio alla Banca centrale fino alla loro scadenza). Se così fosse quindi non è automatico che da domani mattina la Bce si metterà ad acquistare titoli spagnoli e italiani.
E’ chiaro che la Germania (e non solo) abbia una tremenda paura di cosa succederà all’Italia dopo le elezioni del 2013 e cioè quando il pallino tornerà nelle mani di una classe politica che evidentemente non sembra fornire le garanzie necessarie. Per questo motivo è possibile che la pressione sull’Italia della comunità internazionale nei prossimi mesi aumenti, affinché accetti gli aiuti “antispread” perdendo un po’ di sovranità nazionale. Un vincolo a cui qualsiasi governo succederà a quello Monti, sarà costretto a rispettare.
Non hanno turbato i mercati gli aggiornamenti in negativo delle previsioni macro: il Pil della zona euro per il 2012 sarà compreso nel range -0,6%/-0,2% rispetto alla stima di -0,5%/+0,3% di giugno.
Per il 2013 le stime sono nel range -0,4%/1,4%, contro una previsione tra 0,0% e 2,0% indicata tre mesi fa.
Lo staff della Bce, inoltre, si attende per quest'anno un' inflazione compresa tra 2,4%/2,6% rispetto alla stima compresa tra 2,3% e 2,5% fornita tre mesi fa.
Secondo le ultime previsioni dell'Eurotower, infine, l'inflazione si attesterà il prossimo anno tra il 1,3% e il 2,5% contro il range di 1,0%/2,2% precedentemente indicato.