LA REAZIONE DEI TASSI ALLA RIUNIONE BCE.

La Bce lascia invariato il corridoio dei tassi (P/T all'1,5% - depositi allo 0,75% - rifinanziamento marginale 2,25%). Le reazioni principali si registrano sui tassi Futures Euribor tre mesi (tassi attesi dal mercato) ed in particolare sulle scadenze più ravvicinate. Cosa si osserva per capire le future mosse della Bce?

La Bce ha lasciato il P/T fermo all’1,5% (fermo anche il corridoio dei tassi con il tasso sui depositi allo 0,75% e quello sui rifinanziamenti marginali al 2,25%). La decisione è stata presa a maggioranza e non come le precedenti all’unanimità.

Le reazioni principali si registrano sui tassi attesi dal mercato sull’Euribor tre mesi (tassi Futures) ed in particolare sulle scadenze relative al prossimo anno e al 2013.

Questo significa, in termini di futura postura della politica monetaria, che l’eventualità di un taglio da parte della nostra banca centrale diventa un’opzione meno probabile. Se prima l’incertezza era tra un taglio di mezzo punto o un quarto di punto, ora l’incertezza riguarda solo più un eventuale taglio di un quarto di punto. Per interpretare quali possono essere le mosse della Bce si può ricorrere ad all’osservazione dei tassi a brevissimo termine e a delle loro elaborazioni (approfondimento).

Secondo la Bce c’è un’intensificazione dei rischi sulla crescita economica della zona euro, che rimarrà probabilmente debole in tutto il secondo semestre dell’anno, in un contesto di incertezza particolarmente alta. Mentre per l’inflazione, che ancora nei prossimi mesi rimarrà sopra il 2% per poi discendere, il contesto rimane di rischi bilanciati. Le tensioni in corso sui mercati finanziari e gli effetti sfavorevoli delle condizioni di finanziamento andranno probabilmente ad indebolire il ritmo della crescita economica nell’area euro nella seconda parte dell’anno con le prospettive economiche soggette ad un grado di incertezza particolarmente alto e a rischi al ribasso in fase di intensificazione.

Per far fronte a questa incertezza sono state annunciate due nuove operazioni: un pronti termine a 12 mesi e uno a 13 mesi, quest’ultimo in dicembre. Le operazioni di finanziamento della banca centrale rimarranno con modalità a rubinetto almeno fino al 10 luglio prossimo; quelle settimanali manterranno il tasso fisso almeno fino a luglio 2012.

La reazione sui tassi, come detto, si è vista in particolare sui tassi attesi sull’Euribor tre mesi (tassi Futures) che sono saliti di circa 15 centesimi sulla scadenza per fine anno e di venti centesimi su quelle successive del 2012 e 2013. Questo è dovuto alla parziale delusione di coloro che pensavano si assistesse ad un taglio dei tassi da parte della Bce o perlomeno ad un’apertura in tal senso.

Sulle scadenze relative al 2014 e successive il rialzo è nell’ordine di dieci centesimi.

In sostanza se l’Euribor 3 mesi (1,57%) prima della riunione era visto scendere all’1,2% per dicembre ora è atteso all’1,35%. Nel 2012 siamo passati da livelli dell’1% agli attuali di 1,25% circa.

La reazione sui tassi IRS rispecchia l’andamento dei Futures Euribor: i tassi Irs a breve 2-3 anni sono quelli che hanno reagito al rialzo con maggior vigore. Prima della conferenza stampa di Trichet l’Irs 3 anni era all’1,59%, ora lo ritroviamo all’1,69%. L’Irs a dieci anni invece è salito di pochi centesimi dal 2,58% al 2,6%. La scadenza a cinque anni passa dall’1,97% al 2,04%.

Nonostante la parziale delusione per i mercati azionari che sarebbero stati ben lieti di un taglio, le borse si mantengono toniche. Il Bund 10 sale di qualche centesimo (1,93%). Continua a non patire i recenti downgrade il nostro Btp (5,44% il decennale) il cui  spread verso Bund si restringe leggermente (3,5% circa).

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