DOLLARI ALLE BANCHE UE: IL NUOVO SALVAGENTE SEMBRA GIA’ SGONFIARSI.

Il ribaltamento sulla clientela da parte delle banche nostrane del maggior costo del funding derivante dall’aggravarsi del rischio Italia, iniziato come segnalato già in luglio, è graduale e potrebbe non riflettere ancora interamente il peggioramento del rischio sul nostro Paese delle ultime settimane. Valuta se gli spread sulle varie forme di finanziamento sono allineati al tuo rating (contattaci)

La Bce ha deciso, in coordinamento con la Fed, la Boe, la Boj e la Snb di avviare tre diverse operazioni per fornire liquidità in Dollari con prestiti a tre mesi fino alla fine dell’anno. Si tratta di un intervento congiunto che vuole affrontare una grave difficoltà delle banche europee a finanziarsi in Usd a causa della carenza di disponibilità, provocata dalla crisi del debito.

Le linee di credito in Dollari consentiranno alle Banche Europee di disporre di maggiore liquidità, sia per impieghi di natura commerciale nella stessa divisa, che tramite conversione in Euro attraverso operazioni di swap.

La reazione dei mercati ha visto le borse salire in modo cospicuo e l’Euro rafforzarsi. Ma già questa mattina (lunedì) l’effetto positivo sembra svanire con le borse in ampio territorio negativo e i rendimenti sul Bund in discesa e quelli sui titoli periferici in salita: lo spread Btp – Bund che era sceso intorno al 3,5% risale stamani al 3,8%.

La situazione è peggiorata nel weekend vista l’assenza di decisioni concrete da parte dei leader europei durante l’Ecofin sulla crisi della zona Euro: le preoccupazioni che la crisi greca possa degenerare in una sorta di default controllato e l’incapacità politica di trovare soluzioni alla crisi debitoria rimangono sul piatto.

Tutto ciò in attesa dell’evento principale della settimana. La Fed si riunirà martedì e mercoledì per decidere se iniziare con una nuova manovra di quantitative easing (acquisto Treasury) e conseguente ulteriore immissione di liquidità.

Si tratta ora di capire se la boccata d’ossigeno derivante dalla decisione di fornire Dollari a richiesta possa portare ad un rasserenamento duraturo: probabilmente fin tanto che i governi interessati non daranno prova di voler agire con più risolutezza sul proprio stock di debito, sarà difficile assistere ad un miglioramento permanente. Tuttora, gli spread Btp – Bund rimangono molto alti; lo stesso spread Euribor – Ois (indicatore di fiducia interbancario) stenta per ora a scendere dallo 0,75%  livello su cui si è progressivamente portato nei mesi estivi partendo dallo 0,30%.

Uno degli elementi decisamente preoccupanti per le aziende italiane e per i privati deriva dal forte incremento del rischio Italia che comporta a sua volta un drastico peggioramento delle condizioni di funding a medio/lungo termine per le banche italiane.

Si dovrà verificare quanto le rispettive banche abbiano “provvista già in casa” alle condizioni di spread dei mesi scorsi e quanto dovranno iniziare a ricorrere a operazioni di raccolta alle attuali onerosissime condizioni. In ogni caso registriamo che per i maggiori Istituti di credito italiani si prospetta un costo di raccolta prospettico in aumento di oltre il 3%. Il ribaltamento sulla clientela del rischio Italia, iniziato come segnalato già in luglio, è graduale e a nostro avviso non riflette ancora interamente il peggioramento del rischio sul nostro Paese delle ultime settimane. Non vi sono quindi sufficienti elementi per poter affermare che il costo del funding e quindi gli spread che le banche andranno a chiedere sui finanziamenti alle imprese e ai privati, possano innescare la retromarcia dopo l’impennata dei mesi estivi; ci  si auspica, con un velato filo di ottimismo che almeno non aumentino ancora.



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