CAFFE’ ESPRESSO

26 aprile 2023 - Timori per le banche Usa.

Ieri si sono riaffacciati i timori per la fragilità delle banche Usa dopo che First Republic Bank ha registrato un crollo dei depositi da oltre 100 miliardi di dollari nel trimestre, con il titolo ai minimi storici che ha chiuso in calo di quasi il 50%. Secondo una fonte, l'istituto starebbe valutando la vendita di asset. Le preoccupazioni, sommate a quelle per l'eventualità di un'imminente recessione, si sono fatte sentire anche sui Treasuries: il rendimento del 10 anni ha registrato il maggior calo da marzo.

 

Moody's è tornata a mettere l'accento sui rischi che il piano possa non essere del tutto implementato.

L'indice GfK di maggio sulla fiducia dei consumatori tedeschi ha registrato un miglioramento a -25,7 punti rispetto al mese precedente, rivisto a -29,3, e alle attese per -27,9. In mattinata verrà diffuso anche l'aggiornamento dell'indice della fiducia dei consumatori francesi con il consensus che punta su una lettura invariata a 81. La fiducia degli esportatori tedeschi ha toccato ieri il massimo dal febbraio 2022, ovvero dallo scoppio della guerra in Ucraina. Negli Stati uniti invece, la fiducia dei consumatori è scesa al livello più basso di nove mesi sui crescenti timori per il futuro, accrescendo la preoccupazione per una recessione.

 

Intanto la segretaria del Tesoro Usa Yellen ha definito una "catastrofe economica" l'eventualità di un default per Washington. I mercati finanziari sono sempre più nervosi e preoccupati per un'eventuale impasse e i Cds a 5 anni sono saliti al massimo di 13 anni.

 

Il nuovo governatore dell'istituto centrale nipponico Ueda lascerà molto probabilmente invariata la politica monetaria ultra-accomodante al meeting che si concluderà venerdì ma potrebbe riflettere sull'eliminazione dei riferimenti alle ricadute della pandemia nella forward guidance.

 

 

Le minute BCE di marzo e le ultime dichiarazioni di Christine Lagarde in tema di inflazione hanno confermato che nuovi rialzi dei tassi sono probabili.

Venerdì a mercati chiusi, S&P Global ha mantenuto invariato il rating sull'Italia a BBB con outlook stabile. Seguiranno DBRS, il 28 aprile, Fitch, il 12 maggio, (entrambe con outlook stabile) e il 19 maggio sarà la volta di Moody's, che ha rating Baa3 e outlook negativo.

S&P prevede che il Pil dell'Italia crescerà appena dello 0,4% quest'anno, ben al di sotto dell'1% stimato dal governo.

 

Importanti giovedì i numeri del Pil Usa del primo trimestre e venerdì quelli del Pil dell'area euro, quando anche Istat renderà note le omologhe statistiche per l'Italia.

Sempre venerdì, attenzione all'indice Usa Pce core di marzo, misura dell'inflazione prediletta dalla Fed.

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