CAFFE’ ESPRESSO

22 gennaio 2016 - Le garanzie su crediti deteriorati nei bilanci sono adeguate ma com'è la qualità effettiva di esse ? "The big shot" docet ...

Effetto Draghi sui mercati: le borse risalgono dopo le pesanti perdite delle ultime sedute, sul settore bancario tornano abbondanti gli acquisti, l’Euro perde terreno con l’Eurousd che dopo aver sfiorato 1,10 scende ad un minimo di 1,078, i rendimenti Btp calano abbondantemente (il decennale da 1,68% a 1,54%), in misura decisamente inferiore (3-5 cent.) scendono i rendimenti sui Bund 10 anni, si restringe lo spread tra Btp e Bund decennali dall’1,2% all’1,08%. A ruota dei titoli tedeschi si muovono i tassi Irs con il 10 anni sotto lo 0,8%. Resta al 2% il Bond Usa 10 anni che però era sceso già nei giorni scorsi.
Al termine della riunione Bce che ha lasciato invariati i tassi (0,05% il refi; -0,3% depo; +0,3% rif. marg.), Draghi in conferenza stampa è riuscito ad arginare la forte avversione al rischio di queste ultime sedute.
In sostanza il Presidente della banca centrale europea ha fatto balenare l’idea che a marzo possa essere rivista la politica monetaria in modo ancor più espansivo. I tassi quindi potranno ancora scendere rispetto a livelli attuali (specie il tasso sui depositi) e comunque rimarranno bassi per un periodo prolungato. Il programma Bce di acquisto asset procede senza intoppi, ha effetti benefici, le misure funzionano. Rispetto alla precedente riunione di inizio dicembre sono aumentati i rischi al ribasso sul quadro macro: a marzo, con le nuove previsioni macro, verranno fatte nuove valutazioni sulla possibilità di intervenire. A giudicare dagli attuali livelli del greggio, l’inflazione 2016 sarà molto inferiore alle stime: la dinamica dell’inflazione resterà molto moderata o negativa nei prossimi mesi e la ripresa verso livelli superiori avverrà più avanti nel corso dell’anno. Se il calo del greggio fosse un fenomeno di breve termine la Bce potrebbe ignorarlo ma non è questo il caso: una fase di greggio sotto pressione per un periodo prolungato potrebbe avere effetti di 'second round'. La ripresa economia prosegue ma resta modesta: sono necessarie le riforme strutturali che vanno applicate velocemente e appieno in modo da favorire la crescita.
La Bce monitora l’evoluzioni del mercato cinese: il rallentamento della crescita per ora è in linea alle stime e inoltre i recenti provvedimenti varati mostrano come le autorità abbiano imparando a gestire la politica monetaria. In tale contesto di crescita e inflazione diverso rispetto a dicembre, la Bce non si pone alcun limite sulla facoltà di utilizzo degli strumenti: la sua credibilità sarebbe danneggiata se non fosse pronta a rivedere la politica monetaria.
La Bce come sempre svolge attività di costante monitoraggio sui mercati: l’aumento della volatilità può tradursi in condizioni credito meno favorevoli.
Passando al capitolo “banche”, Draghi ha sottolineato la necessità che il settore sia resiliente: le misure finora varate hanno contribuito a fornire solidità. Ha decisamente tranquillizzato i mercati la dichiarazione che l’autorità di vigilanza non chiederà nessun nuovo o inatteso requisito patrimoniale sulle sofferenze: i questionari inviati alle banche in questi giorni non sono una misura per spingerle ad affrontare il tema delle sofferenze con urgenza ma una semplice indagine per capire come vengono gestite le stesse in modo da individuare il “best practice”. La Bce è pienamente consapevole che per far fronte al problema delle sofferenze serviranno anni. Draghi ha inoltre ribadito che il livello degli accantonamenti delle banche italiane risultano in linea con quello della zona euro: accantonamenti e valore totale delle garanzie collaterali superano abbondantemente il valore dei crediti deteriorati nei bilanci dei maggiori istituti italiani. Ci sarà qualche analista scrupoloso che avrà voglia di andare a spulciare l’effettiva qualità delle garanzie e andare porta a porta a verificare lo stato di fatto?

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